In Italia

Donne Startupper


In questo tempo di crisi globale in cui le aziende sono costrette a rivedere il loro sistema di business per evitare di chiudere, poco spazio è dato al fenomeno delle start-up, soprattutto alle start-up in “rosa”.

L’OCSE, nel rapporto “Entrepreneurship at a Glance 2012”, ha fornito gli ultimi dati riguardo all’apertura delle nuove aziende in tutta Europa e sembrano esserci elementi incoraggianti per una buona ripresa dopo i report degli ultimi anni davvero disastrosi. L’Italia non è tra le nazioni più virtuose nel campo delle start-up ma un dato importante merita di essere ricordato: le donne hanno fatto guadagnare al nostro paese la medaglia d’argento per il maggior numero di aziende ‘rosa’.

Anche nelle start-up il genere femminile ha fatto registrare un 10 % in più di aperture di nuove imprese rispetto al sesso forte. Sembrerebbe un controsenso: le donne ancora attualmente poco valorizzate, a cui spesso sono negati i posti lavorativi di responsabilità, che devono rinunciare alla carriera per la famiglia o decidere tra l’una e l’altra, consentono all’Italia di essere il secondo paese europeo per numero di imprenditrici.

L’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile ha segnalato alla fine del 2011 una presenza di 1.531.200 imprenditrici e lavoratrici autonome, il numero quasi più alto in Europa. La regione con il maggior numero di donne impiegate nell’avvio e nella gestione di un’impresa è il Friuli Venezia Giulia, seguita dall’Emilia Romagna e dall’Umbria. Sono ben 12.261 le imprenditrici impegnate nell’high tech, che hanno il merito di essersi avventurate in ambiti tipicamente riservati agli uomini, come la robotica, l’elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica.

Tutte queste informazioni ben rappresentano la filosofia delle donne italiane: non arrendersi di fronte alla crisi economica, alla mancanza di alternative, a scelte pressoché obbligate, ad una economia che poco incentiva il lavoro e le capacità tipiche del genere femminile, non arrendersi di fronte a politiche di welfare non così all’avanguardia rispetto agli altri paesi europei e che spesso le mettono al bivio tra la vita professionale e quella familiare.

Non si possono sottovalutare il talento, la creatività, lo spirito d’iniziativa e l’importanza delle donne nel mondo del lavoro: esse possono essere una fonte e una risorsa preziose soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo e che costringe tutte le imprese, anche le realtà più piccole, a rivedere il proprio modo di fare business. Molto interessanti sono le iniziative di start-up in “rosa” proprio perché in fatto di determinazione, costanza, spirito di sacrificio e capacità di essere multitasking le donne riescono sempre a sorprendere il sesso forte. Certo, saranno meno propense a dar vita ad un’impresa rispetto agli uomini ma alcuni tratti caratteristici, non sottovalutabili, dell’universo femminile possono essere davvero fonte di successo per l’avvio di attività imprenditoriali tutte in “rosa”.

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