Interviste

Come attrarre un Venture Capitalist

 

“Finalmente, dopo continui arrembaggi,abbiamo ottenuto un udienza di due minuti da un possibile finanziatore-socio per la nostra startup, è ora di creare il pitch!”

Il pitch è una presentazione a tempo durante la quale raccontare chi siamo e cosa vogliamo fare.

Chris Cameron di Readwriteweb ( readwriteweb.com) da un consiglio per far breccia nei portafogli dei Venture Capitalist: “I finanziatori sono più interessati alla tipologia di persone che propongono le idee che a quest’ultime in quanto le idee cambiano, si evolvono mentre i talenti restano sempre quelli”

Una formula sicuramente da utilizzare è quella 10/20/30 di Guy Kawasaky, dove una presentazione in power point dev’essere composta da 10 slide, che dura al massimo 20 minuti e non impiegare mai un font inferiore a 30 punti.

Un importante errore da non commettere e quello di presentarsi dal Venture Capitalist senza conoscere nulla della sua storia e delle sue attività questo perchè viene interpretato nel non essere in grado di fare tutto ciò che è necessario per avere successo.

Dato che ogni momento è buono per provare a farsi finanziare si possono identificare tre differenti step di pitch:

step 1: L’elevator pitch. Si hanno al massimo due minuti per avere qualche speranza di essere ricontattati quindi il pitch dev’essere in grado di spiegare:

– Chi siamo.
– Cosa facciamo.
– Perchè lo facciamo, a cosa serve quello che facciamo.
– Il vantaggio competitivo che diamo,perchè scegliere noi e non un concorrente.

step2:Il pitch breve. Ci stiamo giocando una reale possibilità di farci finanziare.Il Venture Capitalists vuole un pitch carico di appeal e dunque dev’essere:

– Sintetico (10 slide).
– Completo.
– Preciso.
– Chiaro.
– Look in linea con il progetto.
– Quantitativo ma non troppo (numeri pochi ma significativi).

step3:Il pitch dettagliato. Finalmente c’è la possibilità di aver trovato il nostro Venture Capitalist ed il pitch sarà particolarmente zoomato:

– Bussines model, ovvero come si generano ricavi e utili e come gira il denaro.
– Quando si raggiunge il Break even point.
– La definizione del valore del mercato, del target e della strategia marketing.I vantaggi competitivi posseduti tramite brevetti, dall’analisi della concorrenza o dalla presenza di forti barriera all’entrata.
– Definizione del Team e la presenza di advisor che danno maggiore forza alla figura dello startupper.
– L’entità del investimento e come si vuole utilizzarlo ( ad esempio se per fini tecnici o commerciali).
– Le quote societarie prima e dopo l’investimento, la presenza di altri soci istituzionali e se è previsto che ve ne siano a breve.
– Le possibili exit.

Inoltre è importantissimo, al di la dello step, la capacità di adattare le idee.
Concludo con una citazione di Gordon Gekko “STUPISCIMI”.

Good luck.

2 Comments

2 Comments

  1. Giancarlo

    6 Novembre 2012 at 15:34

    Davvero interessante!

  2. Filippo

    27 Dicembre 2012 at 20:25

    Aggiungerei… prima di fare un pitch e contattare dei vc provate e riprovate il prodotto… se parliamo di app o siti web meglio avere già un buon numero di “seguitori” 😉

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