Interviste

Startup: le 10 domande da porsi ogni mese

Una vera e propria terapia per la propria attività e forse anche per se stessi, di seguito le 10 domande  suggerite da joseph cohen da porsi per fare un check-up della propria startup.

Assolutamente necessario almeno una volta al mese fermarsi a fare il punto della situazione sul proprio business attraverso queste dieci domande ‘auto-terapiche’ a cui cercare di rispondere o quanto meno prendere coscienza del fatto che non vi si sa dare una risposta, scopo ultimo: evitare di mentire a se stessi.

1. In una frase, cosa fa il tuo prodotto e chi lo compra?

2. In una frase, perché qualcuno lo dovrebbe comprare?
Domanda estremamente difficile. Più breve e più precisa è la risposta, più comprendi perché esisti. Se la risposta è “davvero non lo so”,c’è qualcosa da rivedere assolutamente e occorre rimediare al più presto.

3. Qual è l’ostacolo principale alla vendita?
Come per esempio: la gente non sa che esisti, servizi insufficienti, prezzo, strategia di vendita disorganizzata, look-and-feel del sito. Molte piccole aziende non sono oneste con se stesse, forse è la domanda più importante a cui bisogna sapersi dare una risposta. Stare con le mani in mano e aspettare che i clienti arrivino dal nulla è di sicuro una scelta non azzeccata.

4. Cosa dovresti fare per ricevere più feedback da clienti, potenziali clienti o vendite perse?
È opportuno che, almeno una volta al mese, tu raccolga informazioni sul campo in quanto i feedback degli utenti sono l’unico sistema empirico per capire come costruire prodotti che le persone vogliono comprare.

5. Se avessi zero entrate da oggi in poi, in quanto tempo esauriresti tuo budget?
Fondamentale per affrontare rischi e imprevisti. Ogni qualvolta contempli una nuova idea che potrebbe essere meravigliosa ma che ti potrebbe far perdere un sacco di soldi, cerca di capire quanto tempo e quanto denaro vuoi investire in modo tale da porti un limite nel caso in cui le cose non vadano come vorresti.

6. Se qualcuno ti prestasse 100 mila euro oggi, come li spenderesti per massimizzare i profitti futuri?
Questo ti servirà per capire su quali attività accentrare i costi. Generalmente sarebbe bene ridurre al minimo debiti e investimenti. Ma se le “cose da fare” sono in evoluzione, è un altro paio di maniche.

7. Se dovessi assumere qualcuno oggi, come definiresti il suo lavoro in modo da garantirgli un guadagno soddisfacente?
Fatti questa domanda anche se non hai intenzione di assumere nessuno nell’immediato. Cerca di capire cosa e quanto questo ti aiuterà a stabilire le priorità nelle attività da pianificare.

8. Quali delle tue business operations non sopporti?
Comunicazione? Amministrazione? Sviluppo tecnologico della piattaforma? È importante che tu abbia ben presenti le attività necessarie che non ti piace fare, perché sono quelle a più alto rischio di procrastinazione. Parlane con il tuo socio o con i tuoi colleghi, magari loro non odiano così tanto fare quelle cose, cerca di raggiungere un compromesso.

9. Quali iniziative possono essere svolte parzialmente senza avere un impatto significativo?
Questo ti servirà per capire su quali attività evitare di perdere troppo tempo, togliendone ad altre. La tua “to do list” e quella dei contatti è di sicuro infinita perciò focalizzati sulle cose e persone veramente importanti.

10. Se avessi la possibilità di parlare per un’ora con un guru del tuo settore, cosa gli chiederesti?
Un modo divertente di chiedersi quali siano conoscenze, feedback e direzioni critiche per il tuo business in questo momento e individuare in quali punti sei debole e chi potrebbe aiutarti a colmare le tue lacune.

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