Interviste

Faccia a faccia con: Mariano Leotta, Creative Director di Consonant

1.In una frase cosa fa il tuo prodotto e chi lo compra

Consonant realizza prodotti di comunicazione digitale e design dell’interazione altamente customizzati che riescono a soddisfare in modo mirato le particolari esigenze di una startup innovativa accompagnandola dalle fasi di sviluppo fino a quelle di lancio del proprio prodotto.

2. In una frase, perché qualcuno lo dovrebbe comprare

I nostri prodotti presentano e sviluppano elementi distintivi, e spesso complessi, di una startup in modo semplice e coinvolgente (user experience) e funzionano in diversi contesti e piattaforme di comunicazione (crossmedialità).

3.Come nasce Consonant?

Nasce da un gruppo di liberi professionisti che vengono da percorsi professionali diversi, chi da web & mobile, chi da motion pictures e multimedialità, e che si incontrano su alcuni principi base: semplicità, opensourcing, crossmedialità e cura dell’esperienza di fruizione.

4. Dal Vostro sito è visibile che operate non solo in Italia, ma anche all’estero: perché una Startup dovrebbe essere italiana? Quali sono i vantaggi?

Non credo ci siano particolari vantaggi ad essere una startup italiana, se si intende con questa espressione meramente l’avere sede in Italia. Se invece ci si riferisce ad una startup avviata da italiani, credo ci possa essere un vantaggio in termini di creatività, ma probabilmente il vero vantaggio è che la startup sia composta anche da italiani insieme a professionisti stranieri ed italiani residenti all’estero, ognuno portatore di una diversa esperienza e cultura aziendale.

5. All’estero ci sono più opportunità per le Startup?

Finora all’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni ci sono state migliori condizioni burocratiche e agevolazioni finanziarie per le Startup innovative. Da dicembre anche in Italia le cose sono migliorate grazie al cosiddetto Decreto Legge Crescita 2.0. Ciò non toglie che le startup italiane debbano comunque aprirsi anche ai mercati stranieri.

6. Ci sono molti modi di finanziamento per una Startup, tra i quali il più “gettonato” è il bootstrapping: quali sono i rischi?

Spesso affidandosi a risorse personali si tende a non pianificare i propri investimenti perchè non viene richiesto per ridevere il finanziamento. Questo comporta il rischio sia di spendere che di risparmiare troppo rispetto alle reali esigenze aziendali.

7. Ormai il mondo è saturo di tutto, su cosa un piccolo imprenditore potrebbe focalizzarsi per avere successo?

Se lo sapessimo probabilmente ci staremmo già lavorando su.
Comunque probabilmente bisogna sfatare il mito che una startup debba necessariamente trovare una soluzione nuova ad un vecchio problema. A volte si può far breccia nel mercato con soluzioni che puntano al miglioramento di un’esperienza o alla risoluzione di nuove esigenze.

8. Cosa deve avere una Startup per risultare interessante al mercato?

Innanzitutto un prodotto interessante. E non è per nulla scontato.
Bisogna puntare su ricerca e sviluppo osservando anche il mondo in cui si vive, oltre che il mero progresso tecnologico, in modo da offrire dei prodotti competitivi e ricavarsi la giusta nicchia di mercato. Poi sicuramente risulta fondamentale riuscire a presentare il prodotto e la sua situazione di utilizzo in modo chiaro ed immediato con un “linguaggio” poco nerd e tanto emozionale che riesca a coinvolgere il proprio potenziale cliente.

 

http://consonant.it/

1 Comment

1 Comment

  1. consonant

    19 Marzo 2013 at 17:49

    se volete approfondire il tema, date un’occhiata alla nostra infografica sull’universo delle startup italiane: http://visual.ly/italien-startups

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