In Italia

L’Italia delle STARTUP

E dopo aver specificato gli ecosistemi di business più dinamici e attivi a livello planetario, è bene concentrarsi sul panorama italiano per poter capire quali sono le zone più interessanti in cui iniziare un nuovo progetto imprenditoriale. Ormai da tempo si sta cercando di sviluppare e di radicare nella nostra penisola un sistema di relazioni che permettano, almeno all’interno delle principali città, la nascita e il progresso di iniziative. E’ importante quindi analizzare il tessuto sociale del territorio e mappare le aree che potrebbero favorire, a partire dalle attuali condizioni economiche, ambientali, legislative, politiche e sociali, l’instaurarsi di un ecosistema di startup.

La cartina dell’Italia presenta come luoghi pullulanti di start up il nord con Torino capofila seguita da Milano, Padova, Trento, Bologna e Genova ed il centro con Roma. Queste sono le province che hanno il maggior numero di nuove iniziative che hanno l’obiettivo, così come definito dal Decreto Crescita 2.0, di sviluppare “prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Attualmente sono iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese circa quattrocentocinquanta startup nate negli ultimi quarantotto mesi ma si suppone che le cifre aggiornate si aggirino intorno a due-tremila aziende: ciò significa da un lato, che solo un quinto delle startup viene regolarizzato e che ancora molto deboli sono gli incentivi per l’iscrizione e dall’altro che ci sono segnali e meccanismi incoraggianti su cui investire.

Comunque, considerando la mappatura delle startup finora iscritte, si può notare proprio come il tessuto relazionale sottostante sia il motore della nascita di questi nuovi progetti. Vari sono i fattori che incidono sulla formazione di startup e vari sono le condizioni che rendono certe aree più innovative rispetto alle altre. Considerando alcuni esempi, si può provare che Torino, capoluogo con la maggior presenza di startup, deve la sua fama di capolista grazie all’intensa collaborazione tra istituzioni pubbliche quali il Comune e la Regione e strutture private, tra cui l’eccellente polo universitario.

Nel Veneto, invece, la situazione è leggermente diversa: la più grande spinta alla realizzazione di nuovi progetti è data dall’attivismo dei grandi gruppi industriali che hanno e stanno investendo in queste iniziative ad alta tecnologia. Trento, essendo provincia autonoma, deve il suo successo alle scelte strategiche che mirano alla concentrazione di competenti ricercatori applicati. Spostandosi più a sud il numero delle startup riceve maggior influenza dalla presenza di importanti sistemi ed ecosistemi universitari e di HT Sud, un fondo speciale che solo negli ultimi 4 anni ha permesso di finanziare oltre 40 start up innovative.

Buone sono le premesse, ora sono necessari ancora tempo, lavoro e indirizzamento di politiche adeguate a supporto di tali iniziative!

 

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