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Lenddo: il crowdfunding passa per il networking

Oggi si scrive di crowdfunding! Leggevo l’altro giorno su Wired di come siano state create alcune startup innovative che misurano il nostro grado di affidabilità finanziaria, sviscerando accuratamente le relazioni che abbiamo instaurato sui social network. Una di queste startup ha attirato la mia attenzione: Lenddo, l’azienda che può metterti in contatto con il tuo prossimo finanziatore senza sapere quali sono le tue disponibilità finanziarie (e quindi le capacità di restituire il prestito), ma solamente basandosi sulla tua reputazione online: fiducia, carattere e altruismo sono le parole chiave!

Il principio su cui è costruito l’algoritmo di Lenddo è simile a quello di Klout: analizzando le vostre relazioni digitali e applicando tecniche finanziare, Lenddo stabilisce il vostro grado di affidabilità al prestito. Sarete per primi voi a dare le vostre informazioni, che saranno poi verificate, ma ciò che conta veramente sono i contatti che avete su Facebook, Linkedin e Twitter. Se siete circondati da amici fidati e affidabili, che potranno garantire per voi e che adempiono sempre in tempo alle loro obbligazioni, state certi che il prestito arriverà, anche grazie agli investitori affiliati a Lenddo del calibro di Accel Capital e Blumberg Capital.

Questo è a grandi linee il funzionamento di Lenddo. Ero molto dubbioso su quanto potesse essere corretto questo metro di misura dell’affidabilità. Non capivo perché le persone a cui sono legato potessero influenzare le mie possibilità di ricevere un prestito: non conosciamo solamente le persone che abbiamo amiche su Facebook o che seguiamo su Twitter, inoltre molte delle relazioni stabilite sui social network sono talvolta occasionali, strette per curiosità o per obbligo (come possiamo rifiutare la richiesta di amicizia del vecchio amico di scuola che tanto odiavamo quando eravamo sui banchi?).

Poi mi sono fermato a pensare. Dopotutto chiedere un prestito a una startup come Lenddo potrebbe essere un’arma in più per la nostra campagna di crowdfunding e il principio non è poi così tanto sbagliato: pensiamo alle segnalazioni che riceviamo su Linkedin, sono proprio quelle a rendere il nostro profilo più interessante e credibile. Più il nostro network cresce, più conosciamo persone interessanti e ci facciamo conoscere, chissà che non siano proprio loro a far crescere la nostra possibilità di ottenere un prestito con successo; il corwdfunding poi, quando riguarda le startup, posa le sue basi proprio sulle opportunità che la rete ci offre e il processo di finanziamento parte proprio dal web. Forse Lenddo può dare l’impressione di essere un giochino alla Klout, ma in realtà credo possa essere un asso in più nella nostra manica. Unica pecca: per ora i finanziamenti arrivano nelle Filippine e in Colombia. Lenddo sbrigati, l’Italia di aspetta!!

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