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Death valley? no Grazie! guardiamoci intorno…

Cattura

Per quanto il titolo di quest’articolo sia volutamente provocatorio, in realtà racchiude un messaggio importante che mira a sollevare l’attenzione sul perché il 75 % delle Startup fallisce nei primi tre anni di vita. Spesso queste Startup non sanno che ciò che gli serve è a portata di mano. Ovviamente non è tutto così facile e nessuno ha la bacchetta magica, soprattutto in un momento così delicato! Senz’altro, però, essere aiutati da persone competenti nella definizione del percorso di crescita e del modello di business, nell’organizzazione di incontri con partner o investitori e molto altro ancora, non sarà la soluzione, ma “se una mano lava l’altra, due lavano il viso”!!!

Mi spiego meglio: il Veneto è sempre stato attento al tema della nuova imprenditorialità e per questo ha creato un ecosistema per favorire la nascita di nuove business idea nel territorio, per farle crescere fino a diventare delle vere e proprie aziende, ma spesso questo ecosistema viene “snobbato” dagli startupper o perché non ne sono a conoscenza o per senso di eroismo. Quando uno startupper ha un’idea di impresa deve porsi due domande; la prima necessariamente riguarda la sfera personale: “quanto credo nella mia idea e quanto sono determinato nella sua realizzazione”, la seconda riguarda invece la consapevolezza delle necessità per realizzarla “Io e il mio team possiamo fare tutto da soli?” Questa ultima domanda in realtà ne sottende un’altra, “Conosco cosa c’è attorno a me che potrebbe essermi utile?”. Dare la giusta risposta a questa domanda è fondamentale per capire fin da subito quale struttura di questo ecosistema (figura 1) può esserti d’aiuto per non sentirti solo nella creazione di una nuova start up, che ci auguriamo tutti sia di successo.

Idea embrionale

Se si è ad uno stadio di idea embrionale potrebbe essere utile partecipare a delle business idea competition come per esempio Rebound (di Confindustria Padova) o Start Cup Veneto (dell’Università di Padova, di Cà Foscari e di Verona). In queste iniziative hai la possibilità di far conoscere la tua idea d’impresa, di confrontarti con altri startupper e di vederla valutata da una prima commissione di persone esperte. La partecipazione a queste competition ha il duplice vantaggio di farti ricevere un primo giudizio sull’innovatività e sulla fattibilità della tua idea e di crearti la prima occasione per evidenziare tutte le criticità del tuo progetto. Ovviamente vincono in pochi e quindi anche se non siete tra i vincitori non è detto che la vostra idea sia da scartare. Però avete avuto l’occasione di fare un primo test di impressioni e potrete migliorarvi alla luce dei suggerimenti che vi sono stati dati.

Work in Progress

Quando il team necessita di un luogo in cui lavorare sull’idea per progettarla, per fare brainstorming, per cercare partner o per ricevere qualche suggerimento, i posti giusti sono senz’altro i co-working. A Padova ne esistono addirittura due: On Space (gratuito, nato su richiesta della Provincia) e il TAG (un format di coworking che si sta estendendo in più città del Nord Italia). Un’altra iniziativa utile in questa fase di sviluppo, che, invece, nasce dalla collaborazione tra H-farm e l’Università Cà Foscari, è il Contamination Lab che si pone anche l’obiettivo di accompagnare giovani studenti nello sviluppo di nuove idee di impresa durante il percorso di studi universitari.

In fase di costituzione

Quando invece il progetto di impresa ha già delineato la sua roadmap e sono state definite le risorse necessarie e si è in fase di costituzione di una nuova società allora siete pronti per gli incubatori. Luoghi che offrono uffici per ogni azienda e servizi di consulenza personalizzati per accompagnare la nuova start up a muovere i primi passi nel mercato. Gli incubatori pubblici (per esempio Start Cube, La Fornace, il Vega) a fronte di un simbolico canone mensile mettono a disposizione uffici e staff di consulenza. Gli incubatori privati molto spesso (qui in Veneto abbiamo due esempi di eccellenza H-farm ed M31) offrono alle startup anche un capitale iniziale di avvio in cambio di una percentuale della società. Due modelli diversi di accompagnamento nel percorso di avvio di impresa, ma che perseguono l’obiettivo comune di far decollare queste nuove imprese senza che i neo imprenditori si sentano soli in questa fase delicatissima di ingresso nel mercato, in cui una scelta sbagliata può compromettere o cambiare tutti i piani previsionali. Attenzione!!! La selezione di ingresso in queste strutture premia l’innovatività del progetto.

Capitali cercasi

Tutti noi sappiamo che ciò che serve sempre, oltre al know how manageriale e gestionale, sono anche e soprattutto i “Capitali”, proprio per questo esistono i Business Angel Network, organizzazioni che permettono ai neo startupper di trovare capitali e competenze in fase di early stage. Il BAN Veneto affiliato all’organizzazione nazionale IBAN si propone di accompagnare neo-imprenditori nella fase di strutturazione dell’idea di business, di presentazione a potenziali investitori, di matching tra le due parti e di due diligence. A Vicenza troviamo anche i Custodi di Successo un team di investitori privati che offre supporto finanziario e manageriale alle start up.

 

Da questa veloce disamina ci siamo accorti che di servizi ce ne sono molti e che la parola chiave è “complementarietà” dell’offerta, al fine di creare una filiera dell’innovazione cucita ad hoc sulle esigenze degli startupper. Non possiamo dire di essere in Silicon Valley e di strada da fare ne abbiamo ancora molta, ma senz’altro stiamo seminando nel verso giusto e ci auguriamo di raccogliere i frutti il prima possibile e di attrarre il maggior numero possibile di startupper!!!!

 

6 Comments

6 Comments

  1. fabio

    26 giugno 2013 at 9:33

    post molto chiaro!complimenti!

  2. VaVe

    26 giugno 2013 at 14:40

    Complimenti, sento sempre parlare di Team. Io ad esempio a 30 anni mi trovo ad avere una piccola azienda, ma con tanta voglia di creare qualcosa di nuovo parallelamente anche in campi non attinenti, di mettere a disposizione il mio tempo, magazzini, uffici, laboratori per una start-up… il fatto è che non sono un business angel o un venture capitalist. Dove posso cercare il mio “Team”? Devo affiggere cartelli “cercasi idee da sviluppare insieme”?

  3. Fabio Pescante

    22 luglio 2013 at 22:35

    caro VaVe!
    grazie del commento…
    per formare un team puoi iniziare da un hackaton..
    se ne organizzano sempre più spesso
    questa per esempio:http://www.ideastartup.it/2012/10/09/startup-weekend-54-orepossono-bastare/
    ci si iscrive all’evento (spesso da soli) e si forma una squadra sul posto!
    ad h-farm ce n’è stata una questo weekend..

  4. VaVe

    29 luglio 2013 at 8:43

    Grazie, ho letto l’articolo relativo ad Hackaton. Ritengo questi eventi adatti a giovani programmatori in cerca di una App per il futuro, personalmente non mi vedrei coinvolto. Più interessante forse sotto un profilo industriale, per il futuro di questo Paese, iniziative come http://officineformative.it/adottup/
    Un saluto

  5. fabio

    28 gennaio 2014 at 14:02

    ciao vave!
    h farm sta correggendo il tiro..e per esempio sta organizzando delle hackaton con partner industriali…
    questo dovrebbe interessarti:
    https://www.youtube.com/watch?v=LY9CaPH5RaI
    le due ragazze so di per certo che hanno un profilo business…

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