In Italia

Faccia a faccia con: francesco fusetti CEO di Charity Stars

Cos’è Charitystars e a cosa serve?

CharityStars http://www.charitystars.com/ è la prima piattaforma di charity fundraising che mette all’asta oggetti o incontri con personaggi famosi per destinare il ricavato alle onlus che hanno aderito al progetto e scelte dai vip stessi.

Tra lo staff c’è anche Francesco Fusetti, fondatore di Scuola zoo, com’è nata un idea cosi diversa da Scuola Zoo?

Ho studiato per lungo tempo il mondo del charity e della raccolta fondi e mi sono accorto che mancava qualcosa di veramente innovativo che unisse le esigenze delle onlus per supportare le loro cause coinvolgendo i personaggi famosi e i loro fan. Ho vissuto a San Francisco per alcuni mesi, preparando e studiando diversi modelli che mi hanno ispirato per decidermi, poi, a lavorare alla mia idea: CharityStars. Questa nuova sfida imprenditoriale mi sta molto a cuore anche perché, fin da piccolo, con la mia famiglia, sono stato sempre vicino alle organizzazioni no profit e alle loro attività cercando di dare una mano supportando diverse cause benefiche. Penso che CharityStars sia un modello rivoluzionario per la raccolta fondi: funzionale e innovativo sicuramente molto diverso da ScuolaZoo ma altrettanto appassionante.

 Lo scorso Venerdi è stata battuta la prima asta…Quali feedback avete ottenuto sia da chi “compra” che dalle “stars”?

La prima asta è andata benissimo! Abbiamo venduto la maglia autografata da Giorgio Chiellini usata durante una partita di Champions per mille euro. Chi ha acquistato quest’asta è un fan della Juventus ma stimolato anche dalla voglia di fare beneficenza.

 Obbiettivi a breve termine?

Al momento ci stiamo organizzando per il prossimo autunno con nuovi testimonial e onlus, poi l’idea è anche quella di allargarci all’estero, coinvolgendo nella piattaforma anche celebrities di livello internazionale.

 Dato che in America è una prassi consolidata il core business di Charitystars e la vostra startup è tra le prime in Europa come vede questo tipo di mercato tra 10 anni?

Speriamo di arrivare ai livelli dei nostri competitor americani ma tra 10 anni speriamo di aver fatto tantissimi progressi in più rispetto a loro!

Le principali difficoltà incontrate fin’ora?

A volte ci è risultato un po’ difficile far capire quanto è importante la rete per questo tipo di attività: attraverso la piattaforma e grazie ai social network siamo riusciti a virilizzare tantissime delle nostre aste e raggiungere migliaia di utenti oltre agli evidenti risultati di raccolta fondi.

Qualche news per le prossime aste?

Entreranno ancora nuovi testimonial dal settore dello sport fino al cinema e punteremo molto sulle aste “dal vivo” che coinvolgono attivamente i fan. Abbiamo appena lanciato un meet & greet con i Pooh durante il loro tour estivo ma questo è davvero solo l’inizio, le novità in cantiere sono tantissime.

 

 

 

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