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Perché essere startup innovativa? Una guida per muoversi tra crowdfunding ed agevolazioni

Si sente spesso parlare di startup innovative ed ormai è chiaro a tutti che ci stiamo riferendo ad una neo azienda che ha, “quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Recentemente, proprio a causa di numerose obiezioni, si è smussata la definizione inserendo al posto di “oggetto sociale esclusivo”, “oggetto sociale prevalente”, questo al fine di lasciare un margine operativo più ampio per altre attività all’interno della start-up.

In questo articolo ci proponiamo di fare chiarezza su tre temi caldi che riguardano la start up innovativa:

–          I requisiti necessari;

–          I vantaggi;

–          Il crowdfunding.

Iniziamo con l’affrontare il primo tema, riportando un identikit della start-up innovativa.

Quali requisiti servono per essere start-up innovativa?

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Da questa brevissima descrizione, si evince come i requisiti per auto-dichiararsi startup innovativa, in particolari quelli alternativi, siano molto stringenti. Il legislatore, infatti, ha voluto porre una severa selezione all’ingresso con l’obiettivo di promuovere e privilegiare le imprese a forte base scientifica ed improntate soprattutto su R&S. Condizione senz’altro condivisibile, probabilmente necessaria, ma non sufficiente per qualificare l’innovatività di un’impresa; basti pensare che il codice di programmazione di una piattaforma web o di un’App, in Italia, non è brevettabile, ma viene tutelato dai diritti d’autore, come se fosse una canzone o un libro.

E’ evidente che le startup italiane, non “innovative”, sono molte di più, come dimostrano la nascita di numerosi incubatori di impresa e le adesioni sempre più numerose alle business idea competition. Probabilmente questa limitazione nella selezione delle “startup innovative” sconta ancora un’importante gap culturale rispetto agli altri paesi industrializzati e “digitalizzati” che non sarà facile superare, ma che a piccoli passi si sta cercando di colmare.

Un primo elemento di “svecchiamento” è rappresentato dai vantaggi connessi alla condizione di startup innovativa, in particolare per quanto concerne il fallimento e l’assunzione e la remunerazione di personale dipendente. Nonostante questa definizione porti ad una severa selezione, i numeri ci rassicurano; in Italia ci sono già 980 startup innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese.

La classifica delle tre regioni con il maggior numero di startup innovative vede: Lombardia con 185, Emilia Romagna 113 ed il Veneto con 95. Questi numeri raccontano di un’Italia che sta reagendo e che vuole cercare di dimostrare l’eccellenza del made in Italy non più solo sull’abbigliamento e sul cibo, ma anche sulle nuove tecnologie.

Quali vantaggi nell’essere start up innovativa in forma di SRL?:

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I vantaggi sono chiari fin dalla prima lettura. Ogni disposizione mira a rendere snella la startup sia in fase di costituzione sia in corso d’opera, disciplinando le relazioni con i collaboratori e con i soci in modo semplice e poco oneroso. Molto importante non solo la possibilità di rinnovare il contratto a tempo determinato senza interruzioni, creando continuità nell’attività, ma anche il fatto di non dover ricapitalizzare la società già dal primo anno, in cui gli utili per la maggior parte delle start up sono ancora un miraggio.

Un altro importante elemento per rendere maggiormente attrattiva la srl innovativa è l’agevolazione fiscale per chi investe capitali all’interno della nuova impresa. Un investitore privato o un soggetto giuridico se investe capitali in start up innovative avrà uno sgravio fiscale; tale incentivo è molto utile soprattutto adesso che si stanno creando sempre più organizzazioni per la raccolta di capitale di rischio on line come i BAN (Business Angel Network) e le piattaforme di crowfunding.

Crowdfunding: cos’è e chi ne beneficia?

Ciò che è noto a tutti è che per partire con un’impresa sia essa una software house o un’impresa manufacturing è necessario avere dei capitali e se non si trovano da amici e parenti o da un investitore ci si deve ingegnare attraverso la partecipazione a bandi. Oggi finalmente, per ovviare a questo problema o comunque per agevolare il reperimento di fonti finanziarie, la Consob ha pubblicato il regolamento (delibera n.18592 del 26 giugno 2013) in materia di “Raccolta di capitali di rischio da parte di imprese start-up innovative tramite portali on-line(equity crowdfunding).

Tale regolamento autorizza solo le startup innovative alla raccolta di capitale on line tra più investitori sia privati sia dotati di personalità giuridica. Ad oggi i portali di crowdfunding sono numerosi, primo tra tutti Kickstarter, ma grazie al regolamento della Consob anche le piattaforme italiane: Kapipal, Starteed, Siamo Soci, Eppela, etc…, potranno funzionare a pieno regime. Il regolamento è volto a tutelare il proponente del progetto e l’investitore nell’utilizzo dell’intermediazione della piattaforma: gli obblighi di comportamento delle piattaforme autorizzate sono di diligenza, correttezza e trasparenza.

Molto importante ed incentivante anche la norma a protezione dell’investitore, nell’intento di graduare gli oneri e favorire lo sviluppo del fenomeno sono state introdotte soglie per l’esenzione MiFID pari a 500 € per investimento e 1.000 € annui per le persone fisiche, 5.000 € per investimento e 10.000 € annui per le persone giuridiche”. Inoltre una quota pari al 5% del capitale sociale può essere sottoscritta da investitori professionali quali: fondazioni bancarie o incubatori.

Riassumendo, da adesso, le piattaforme di crowdfunding che saranno iscritte al registro speciale della Consob, potranno non solo essere delle vetrine per i progetti che ricercano “donazioni” per partire, ma permetteranno una vera e propria raccolta di capitale in cambio di quote societarie.

Quest’articolo ha voluto fornire una guida pratica per muoversi meglio nei concetti frammentati che gravitano attorno al mondo startup innovative. I vantaggi e le agevolazioni sono chiari e ci si augura che a breve si possano allargare anche alle startup “non innovative”, soprattutto per quanto riguarda il segmento della raccolta di capitale on line.

3 Comments

3 Comments

  1. Giuseppe

    28 Novembre 2013 at 15:08

    Scusate, mi sapreste definire meglio ‘servizi e prodotti ad alto valore tecnologico’? Cosa ricade in queste categorie e cosa no?

  2. Giu

    3 Dicembre 2013 at 10:51

    È stato specificato che l’oggetto sociale delle start up innovative è l’attività economica che la società si propone di esercitare. È stato evidenziato che tendenzialmente ogni campo dell’attività economica può consentire lo sviluppo di prodotti o servizi ad alto tasso di innovazione tecnologica purchè si rispettino i REQUISITI di base (non è ammissibile, quindi, una limitazione a priori dei campi di attività in cui l’impresa start up innovativa può operare, ivi compresi quelli tecnologicamente maturi).
    Fra gli oggetti sociali più richiesti vi sono la produzione di software, consulenza informatica, la ricerca scientifica e sviluppo, l’attività dei servizi d’informazione e altri servizi informativi, l’attività degli studi di architettura e di ingegneria, la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica, l’attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, il commercio all’ingrosso e al dettaglio (escluso autoveicoli), la fabbricazione di apparecchiature elettriche, la fabbricazione di altri mezzi di trasporto.

  3. Pingback: Che cos'è il crowdfunding? | Idea Startup

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