In Italia

Start up USA: non solo Silicon Valley…

kauffman foundation

Uno studio della Kauffman Foundation pubblicato ad agosto 2013 ha offerto interessanti spunti riguardanti il legame tra imprese high tech e la creazione di occupazione negli Stati Uniti.

In questo rapporto si sono opposte le dinamiche del settore privato con quelle del settore high tech statunitense e si è evidenziato ancora una volta il ruolo fondamentale delle imprese di recente formazione nella creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti.
Ma fra queste non tutte, intendono innovare o crescere rapidamente, quindi occorre distinguere quelle orientate ad una crescita veloce (il vero elemento caratterizzante le start up) dalle altre imprese neonate.

Nell’indagine si è poi definita l’appartenenza al settore high tech in base a quattro fattori:
1. presenza importante di scienziati, ingegneri e tecnici,
2. ricorso alla Ricerca e sviluppo significativo,
3. produzione di beni high tech,
4. metodi di produzione high tech.

In questa classificazione ricadono quattordici tipi di industrie, di cui dieci appartenenti alla macro categoria dell’information e communications technology, le rimanenti quattro provengono dal campo farmaceutico, aerospaziale, ingegneristico, ricerca scientifica e sviluppo.

Le interessanti osservazioni a cui si è giunti sono:

– il settore high tech e ICT sono importanti contributori dell’imprenditorialità USA.
Infatti durante gli ultimi tre decenni (dal 1980 a 2011) nei settori high tech e ICT è stato più probabile rispettivamente del 23% e del 48% rispetto al settore privato di assistere alla formazione di un nuovo business.

– La nascita di imprese high tech è stata del 69% più alta nel 2011 rispetto al 1980, del 210% più elevata nel caso dell’ICT e del 9% più basso nel settore privato.

– L’imprenditorialità ovviamente ha positive ricadute in termini occupazionali: le start up nascono snelle ma crescono rapidamente nei primi anni e la creazione di occupazione generate da queste più che compensa le perdite di posti occupazionali causate dai business falliti in early stage.
Questo punto consente di marcare la differenza con le imprese giovani del settore privato, nel quale la perdita netta di posti di lavoro causata dall’elevato tasso di fallimento di imprese in early stage è sostanziale.

– Tra i riscontri più interessanti vi è la crescente dispersione territoriale di imprese high tech e ICT. A questa tendenza contribuiscono il miglioramento tecnologico che permette la produzione di beni e servizi in un’area più ampia e molte regioni se ne stanno avvantaggiando. Al contrario le nuove attività private tendono a localizzarsi dove già l’imprenditorialità è fenomeno sviluppato.

Recenti ricerche hanno evidenziato l’importanza di nuove attività nella creazione di occupazione. Infatti, se si escludessero le imprese giovani, durante l’ultimo trentennio la creazione di occupazione negli Stati Uniti sarebbe rimasta negativa.
Questa tendenza è imputabile ai business con più di un anno i quali sottraggono lavori all’economia.

Uno dei dati di maggior rilievo rimane comunque il fatto che le start-up altamente tecnologiche sono state fondate in tutta la nazione, alimentando la crescita economica sia a livello locale sia nazionale.
San Francisco, Silicon Valley, Seattle, Boston, Austin rimangono importanti fonti di imprenditorialità ma il recente sviluppo dell’imprenditorialità non è un fenomeno limitato a questi hub.

Dall’analisi è emerso anche che i centri ad alta densità di start up sono caratterizzati dalla presenza di almeno uno tra:
– poli tecnologici ben noti con forza lavoro qualificata,
– forte presenza aerospaziale o militare,
– vicinanza a centri universitari.

Sorprendentemente la concentrazione più elevata di start up high tech si riscontra nelle seguenti regioni: Boulder, Fort Collins-Loveland, Colorado Springs, Grand Junction in Colorado, in Corvallis e Bend in Oregon, in Cheyenne, Wyo.; Huntsville, Ala.; Missoula, Mont.; Sioux Falls, S.D.; Ames, Iowa.
A causa della loro dimensione ridotta queste regioni rappresentano solo il 2% del fenomeno start up a livello nazionale, ma la loro elevata intensità dimostra il contributo alle loro economie locali.

Al contrario di quanto avviene nel settore privato, nel settore high tech si può notare che le aziende e la crescita tende ad avvenire in regioni a bassa densità di imprenditorialità.
In parole povere, la positiva dispersione geografica di iniziative imprenditoriali si deve alle start up.

Questo consente di affermare ancora una volta l’impatto economico e sociale delle start up: sarebbe di vitale importanza poter replicare in Italia (adattando al contesto) questo fenomeno.
Considerata la diffusione geografica di queste attività negli USA, potrebbe essere una via per risollevare regioni maggiormente colpite dalla crisi e creare occupazione.
Infine in Italia più che in altri paesi le start up sembrano pure un’ottima occasione per favorire la mobilità sociale.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi Articoli

Informiamo gli appassionati e i curiosi sull'ecosistema startup e gli attori al suo interno!

ideastartup on facebook

Copyright © 2015 IdeaStartup

To Top