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Idea start up consiglia: “Tempo di crescere? Nuova imprenditorialità e sviluppo economico”

Tempo di crescere Nuova imprenditorialità e sviluppo economico

Da oggi desideriamo dedicare dello spazio ai contributi di differenti autori sull’argomento start – up, per verificarne i differenti punti di vista.
In questo post vi proponiamo “Tempo di crescere? Nuova imprenditorialità e sviluppo economico”, volume a cura di Moreno Muffatto e Paolo Giacon, rispettivamente professore ordinario e docente a contratto  presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.
Il libro dopo una prefazione di Fabio Franceschi, presidente di Grafica Veneta, approccia nella sua prima parte la crescita economica attraverso i fenomeni dell’innovazione e la nuova imprenditorialità.
La seconda parte riporta invece cinque casi aziendali, tratti da settori differenti l’uno dall’altro, e dimostra i loro diversi percorsi.

In entrambe le parti l’indagine è circoscritta all’Italia.

Nel primo capitolo, Salvatore Rossi, direttore Bankitalia individua tre fattori per il rilancio dell’economia in Italia: ricerca, innovazione, imprenditorialità.
Questa valutazione trova d’accordo nel capitolo successivo anche Moreno Muffato, il quale sottolinea l’importanza di coltivare l’imprenditorialità, soprattutto se di prima generazione. Si rileva infatti che sia insufficiente una “rigenerazione dell’imprenditorialità secondo un modello ereditario”. Per rendere possibile tale cambiamento occorre favorire le condizioni per una dinamica sociale.
Nel terzo capitolo si suggerisce che lo Stato agisca da regolatore di questo cambiamento, proponendo un nuovo modello per le politiche industriali e lo sviluppo economico.
L’inversione di tendenza deve tuttavia coinvolgere anche la mentalità imprenditoriale: l’impresa non più concepita come bene familiare, ma vero e proprio prodotto, quindi vendibile o acquisibile sul mercato.
Il cambiamento culturale, secondo Roberto Saracco, già direttore del Future Centre di Telecom Italia, è imposto dall’avvento pervasivo della tecnologia, la quale nel tempo sta plasmando nuovi mercati.
Luca De Biase, attuale direttore di Nòva (Il Sole 24 Ore) ci ricorda invece che il cambiamento tecnologico è scandito da tre leggi: quella di Moore, quella di Metcalfe e quella più recente di Zuckerberg. Inoltre lo stesso giornalista sostiene che chiunque voglia aprire un’azienda al giorno d’oggi farebbe meglio a confrontarsi con la separazione tra utente e cliente. A giudicare dai clamorosi successi di Facebook, Google, Twitter infatti emerge uno schema comune: attirare e ingaggiare una base di utenti elevata, pensando in seconda battuta a quale cliente rivolgersi.
A chiusura della prima parte interviene un altro giornalista: Francesco Jori, il quale si concentra sui tratti caratteristici dell’imprenditoria del Nordest, auspicando poi che il sistema industriale faccia finalmente rete, anzichè continuare secondo logiche individualiste.
Chi è riuscito brillantemente in questo passaggio è Loccioni, caso aziendale esposto nella seconda parte del libro. Tra le molteplici attività portate avanti da questo gruppo vogliamo segnalare “Avvia l’impresa” e “Cogli il business” i due programmi interni di formazione che hanno già permesso ad 80 ex dipendenti di intraprendere un’attività in settori attigui a quelli della società marchigiana.
Questo ha permesso di strutturare una rete attorno all’impresa in grado di generare effetti positivi per il territorio.
Le altre altre quattro eccellenze italiane trattate nel libro e da assurgere a modello sono Expert System, Silfab, H-Farm e NicOx.
Lo schema proposto per ciascuna di esse parte dalla loro storia fino ad elencarne i fattori di successo.
Se H-Farm, per chi si interessa di start up non ha certo bisogno di presentazioni, l’indagine ha messo in luce altre realtà meno note al grande pubblico.
Per quanto riguarda Silfab e NicOx ci limitiamo a descrivere l’oggetto d’impresa. La prima è una multinazionale attiva nella progettazione di componenti e sistemi che rifornisce tutta la filiera del fotovoltaico.
La seconda invece si occupa di sviluppare e sperimentare farmaci sfruttando la molecola dell’ossido nitrico.
Un caso che ci ha emozionato è invece Expert System, azienda modenese di successo nel campo della Semantic Intelligence, capace di servire i più grandi player mondiali a livello di tecnologia.
Diciamo emozionato per almeno due motivi: le modalità in cui ha preso forma (partendo dal classico garage) e la raffinatezza del prodotto.
Expert System ci dimostra insomma che l’Italia può dire la sua anche in settori tecnologicamente avanzati.
L’impresa offre un sistema capace di aiutare i computer a capire il significato delle parole in modo del tutto simile all’intelligenza umana. Questo servizio trova impiego nell’analisi di grosse moli di dati, supportando le aziende clienti nei loro processi decisionali.

Il volume nel suo epilogo, raccoglie una serie di dichiarazioni di un panel di imprenditori. Queste riflessioni contribuiscono a creare l’idea di un nuovo imprenditore.
Il libro si lancia infine in una serie di proposte atte a favorire la presenza di imprese tecnologicamente avanzate.
Di questo contributo ci è piaciuta la capacità di far emergere realtà imprenditoriali italiane all’avanguardia sotto il profilo tecnologico.
Osserviamo che le sorprese maggiori coincidono con attività B2B, le quali per loro natura non godono della visibilità di un B2C.
Troviamo quindi che questa categoria, meriterebbe maggiore attenzione da parte di media e mondo accademico, soprattutto con l’intento di far conoscere queste realtà agli studenti in uscita dall’Università verso potenziali sbocchi lavorativi.

Desideriamo infine evidenziare che lo stesso prof. Moreno Muffatto è responsabile della School of Entrepreneurship, un programma di formazione orientato alla creazione d’impresa pensato per studenti dell’Università di Padova ma aperto pure a giovani esterni all’ateneo patavino.

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