Interviste

Sicuro di voler fare l’imprenditore? Fai questo test

L’imprenditore è visto come il lavoro della vita. Ne siete convinti anche voi? Questo articolo si propone di aiutarvi a fare un po’ di chiarezza attraverso un semplice test per scoprire la vostra attitudine a questa vita.

Avviare una startup dev’essere un’esperienza meravigliosa, ma non semplice.

Degli aspetti positivi e dei consigli pratici ne parlano un po’ tutti, dai blogger agli imprenditori stessi; quel che viene spesso tralasciato è il retro della medaglia, gli aspetti umani della faccenda. È tutto oro quello che luccica?

Ovviamente mettersi in proprio rappresenta un grande passaggio, una svolta, una scelta di vita, ma non bisogna dimenticare tutto il resto: lo stress, l’ansia, il dubbio, notti insonni, montagne russe emotive, perdita di amicizie, azioni legali, rovina finanziaria, relazioni sentimentali in crisi, isolamento sociale, delusioni, problemi di salute, sensi di colpa, il doloroso meccanismo dei “se” – “se io avessi…”, “se solo la banca…”, “se solo il cliente capisse…”, “se solo potessi avere…” – che si può ritorcere contro di noi per tutta la vita.

In questo articolo ho pensato di riproporre una particolare e cinica check-list per aspiranti imprenditori scritta da Seth Kravitz, imprenditore seriale americano, e pubblicata sul blog dell’Harvard Business Review;

quindi, prima di fare il grande salto, fermatevi un attimo a riflettere: siete disposti a dire si a tutti i 20 punti dell’elenco?

Come ha precisato Kravitz, lo scopo di questa lista non è dissuadervi dall’avviare una startup, anzi; la check-list aiuta ad affrontare la grande scelta in maniera più razionale, ricordando agli aspiranti imprenditori che ci sono una miriade di aspetti che inizialmente, sull’onda dell’entusiasmo, finiscono in ombra, senza essere opportunamente valutati e pesati.

Di seguito la lista con le 20 domande scomode che dovreste porvi:

  1. Sono disposto a perdere tutto.
  2. Accetto il fallimento.
  3. Sono sempre disposto a fare il lavoro noioso.
  4. Riesco a reggere l’idea di vedere i miei sogni cadere a pezzi.
  5. Anche se sto vomitando le budella con l’influenza e mia madre è morta la scorsa settimana, non c’è niente che mi impedirà di andare a lavoro.
  6. La mia relazione/matrimonio è forte, nessun lavoro eccessivo potrebbe mai danneggiarla/o.
  7. La mia famiglia non ha bisogno di un mio reddito.
  8. Questo è un mondo connesso e non ho bisogno di tempo per me stesso. Voglio essere raggiungibile 24 ore su 24 dai miei dipendenti, clienti e partner commerciali.
  9. Mi piace l’instabilità e sto a mio agio nell’incertezza.
  10. Posso fare a meno di una vacanza per anni.
  11. Accetto il fatto che a non tutti possano piacere le mie idee e che molte di esse siano spazzatura.
  12. Se mi metto in affari con amici o famigliari, accetto il fatto che potrei rovinare i rapporti per sempre se le cose finiscono male.
  13. Non ho problemi di ansia e so gestire lo stress con facilità.
  14. Sono disposto a licenziare chiunque, non importa chi – amici, fratelli, famigliari, persone che potrebbero finire senza casa, o qualsiasi altro degli infiniti e orribili casi che i capi di tutto il mondo si trovano ad affrontare innumerevoli volte.
  15. Sto a mio agio con il fatto di ritrovarmi socialmente isolato e lontano dai miei amici quando ci sono picchi di lavoro.
  16. Amo gli oppositori e non sono disposto a rinunciare quando un familiare, un amico , un cliente , un socio , o chiunque altro, dice che la mia idea/prodotto/servizio fa schifo e non funzionerà mai.
  17. Accetto il fatto di non poter avere tutto sotto controllo. E che posso fare tutto per bene, lavorare 70 ore a settimana per anni, assumere tutte le persone giuste, avere occasioni di business incredibili, e ancora perdere tutto in un lampo a causa di qualcosa di imprevisto.
  18. Accetto il fatto che probabilmente assumerò persone molto più brave di me nel mio lavoro, e sarò pronto a mettermi da parte per non ostruirli.
  19. Accetto il fatto che le volte che ho torto sono 10 volte superiori a quelle in cui ho ragione.
  20. Sono disposto a trovarmi a piedi se non dovesse funzionare.

 

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