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Si possono unire le forze di PMI e startup? 12 ragioni per aiutarsi a vicenda

L’Italia ha bisogno di innovazione. L’innovazione è l’essenza dello spirito imprenditoriale, la materia prima della crescita, il centro di ogni strategia di sviluppo. Non c’è via d’uscita senza crescita e dunque senza innovazione.” Il vademecum del programma di Piccola Industria Confindustria per l’adozione delle startup esordisce con queste frasi.

Accade che spesso le buone idee siano generate da neoimprenditori concentrati a realizzare la loro innovazione, ma deboli in termini di risorse, esperienza e capacità di andare sul mercato. Il rischio è che le idee si perdano a causa dell’assenza di un’impresa che le vada a realizzare sul mercato.

Il programma AdottUp, ad opera di Piccola Industria Confindustria, prevede che le piccole medie imprese divengano incubatori di idee, “adottando” appunto una startup. L’obiettivo del programma è duplice: il supporto alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese ad alto potenziale di crescita e l’aumento dell’innovazione all’interno delle PMI.

Le startup possono pertanto avvalersi di spazi, mentorship, infrastrutture, finanza, esperienza imprenditoriale e collegamenti con il mercato, che sono propri delle PMI. Dall’altro lato, le PMI hanno la possibilità di venire a contatto con idee valide in grado di accelerare l’innovazione, comprendere dove si sta dirigendo la tecnologia e aprirsi a nuove prospettive di sviluppo.

Partendo dalla considerazione che l’imprenditorialità si apprende prima di tutto da altri imprenditori, l’associazione tra PMI e startupper può tradursi in vantaggi per entrambe le parti. Le imprese che detengono già una posizione sul mercato si trovano infatti ad affrontare il dilemma dell’innovatore: le cosiddette tecnologie “dirompenti” offrono oggi prodotti con performance inferiori rispetto a quelle richieste dal mercato, ma domani possono divenire più che competitive sul medesimo mercato. Per un’impresa affermata risulta non conveniente investire nelle tecnologie “dirompenti”, in quanto rischia di mettere in difficoltà i sistemi che le hanno garantito il successo in passato. Dall’altro lato, le imprese appena sorte sono più libere di innovare in quanto non hanno una posizione da difendere, ma sono spesso guidate da persone concentrate sulla loro idea innovativa e meno esperte delle dinamiche di mercato, organizzative, finanziarie.

Il programma mette in evidenza sei ragioni per “adottare” una startup:

–          condividere servizi;

–          investire risorse finanziarie;

–          incrementare l’innovazione trasversale e organizzativa, grazie alla flessibilità e al dinamismo proprio delle startup;

–          investire in R&D per vie esterne;

–          arricchire il proprio “sistema di offerta”, entrando in contatto con idee e progetti complementari al proprio business;

–          diversificare il business.

Considerando il lato delle startup, vengono esposte sei ragioni per le quali esse dovrebbero farsi “adottare” da una PMI:

–          usufruire di servizi esistenti;

–          arricchire le proprie competenze;

–          contare su tecnologie disponibili;

–          disporre di opportunità finanziarie;

–          condividere risorse organizzative;

–          utilizzare reti e canali commerciali già esistenti.

Gli strumenti a supporto dell’iniziativa comprendono un accordo tra Piccola Industria Confindustria e Intesa Sanpaolo, il contributo del Fondo Italiano di Investimento e le competenze di enti, associazioni ed istituzioni quali Il Sole 24 Ore, l’Università Carlo Cattaneo LIUC e ItaliaStartup.

Il programma viene definito win-win, ossia esso prevede solo vincitori, in quanto non danneggia nessuno degli attori in gioco, ma comporta vantaggi per entrambe le parti.

Le startup possono pertanto concepire la figura della PMI adottante come un “genitore” che le “prende per mano” e le aiuta a compiere i “primi passi”, e quindi pensare di entrare a far parte del programma, oppure possono voler “farcela con le proprie gambe” ed essere in grado di affermarlo orgogliosamente nel futuro.

1 Comment

1 Comment

  1. Alberto

    12 Novembre 2013 at 9:57

    Molto interessante officine formative

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