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Trenitardo, la banca del tempo perduto

Trenitardo consiste in un sito web e un’app Android che consentono di calcolare l’ammontare dei ritardi dei treni subiti dagli studenti universitari.

Lo studente deve selezionare la città dove studia, scegliere la tratta e il treno e il sistema recupera in automatico dal sito mobile.viaggiatreno.it il ritardo subito dal viaggiatore.

La notizia ha già fatto il giro della rete, guadagnandosi pure l’attenzione di diversi quotidiani locali. L’app è nata a tutela degli studenti, tuttavia qualsiasi altro utilizzatore del treno è libero di segnalare i disservizi.

L’iniziativa è opera di Davide Quagliotto e Francesco Agnolazza, entrambi laureandi presso l’Università di Padova, rispettivamente in Geologia e Ingegneria informatica.

A supportare Francesco nella parte tecnica pure Pietro Danzi mentre un gruppo di altri amici si prestano nella gestione di mail, profilo Facebook, sviluppo di sito e app. Davide cura invece i rapporti con le varie associazioni che sostengono l’iniziativa.

L’app ha ricevuto più di mille download solamente nella  prima settimana. Le ragioni di tanto successo si devono principalmente all’estrema semplicità d’uso dell’app, la quale, parafrasando Severgnini, ha permesso  in maniera divertente “di esercitare quello che resta il grande passatempo nazionale: lamentarsi“. La rapida popolarità si deve attribuire inoltre alla capacità di far rete, grazie alla mobilitazione di varie associazioni studentesche. Non sono stati i soli a sviluppare questa idea, tuttavia la rapida diffusione ottenuta li fa apparire unici nel contesto nazionale. La grande attenzione mediatica la si deve anche al fatto che quest’idea si è inserita nel dibattito infuocato di questi giorni sui disservizi ferroviari che colpiscono in particolar modo i pendolari. L’app si può dire anche scalabile viste le condizioni precarie in cui versano molti servizi ferroviari all’estero (Spagna ad esempio).

Ci risponde Francesco alla sua prima app.

Di chi è stata l’idea?

Davide ha avuto l’idea di realizzare questo contatore digitale, in un secondo momento abbiamo pensato di abilitare la funzione tweet.

Da quando procede lo sviluppo?

Da settembre, il lancio è avvenuto il 18 novembre.

A cosa state lavorando attualmente?

Alla pagina statistiche. Intendiamo fornire statistiche sui ritardi per ciascuna tratta e per ogni singolo treno. Un ulteriore passo sarà la possibilità di fornire statistiche personalizzate, permettendo di sommare i ritardi subiti dal singolo passeggero. L’intento è motivare l’utente a proseguire i suoi sfoghi nel tempo. Per mantenere vivo il nostro progetto stiamo organizzando degli incontri aperti al pubblico.

Altri milestones?

Ci piacerebbe migliorare la velocità dell’app ma attualmente rimane prioritaria la funzione statistiche. In molti utenti ci chiedono pure di estendere le tratte oltre il Triveneto, ma questo compito è molto impegnativo per il momento.

A quando la versione iOS?

Al momento preferiamo perfezionare la versione Android, ma ci piacerebbe trovare uno sviluppatore iOS pronto ad aiutarci.

Risorse economiche finora impegnate?

Molto ridotte: registrazione del dominio, iscrizione al Play store (25$ una tantum al contrario dei 99$ annuali richiesti da Apple) i volantini e alcuni adesivi. Queste spese sono state sostenute dall’associazione studenti che ci supporta. Abbiamo aperto pure una pagina per le donazioni per chi volesse sostenerci.

L’iniziativa ha mosso l’interesse di diverse assoiciazioni…

In effetti siamo già stati contattati da diverse associazioni che tutelano l’interesse dei pendolari.

Temevate l’uso di espressioni blasfeme nei tweet?

Sì, a questo scopo avevamo predisposto un codice per censurarle, per fortuna per il momento non ce n’è stato bisogno. Gli users hanno interpretato quest’occasione con una sana dose di umorismo.

Qual’è il vostro obiettivo?

Accumulare le 100 ore di ritardo e visti i ritmi non mancherà molto. Vorremmo presto presentare le statistiche ai rappresentanti di Trenitalia e Regione. Teniamo a precisare che non si tratta di una campagna contro Trenitalia, bensì un’iniziativa a tutela dei viaggiatori.

Nessun pensiero a possibili ricavi?

L’iniziativa è nata con lo scopo di segnalare un disagio. Certo, un pensierino al modello di business l’abbiamo fatto…

Restiamo in attesa quindi di conoscere gli sviluppi di Trenitardo, consapevoli del fatto che iniziative come queste possano spronare le amministrazioni a risolvere i problemi che zavorrano lo sviluppo economico del Paese.

 

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