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Convegno Rebound2013 – “come scegliere e valutare una start up”

Investors VS starupper per spiegare il processo di valutazione di una start up

Il panorama dell’angel investing, soprattutto, nel nostro territorio non segue delle regole fisse o una scaletta predefinita, ma ciò che è certo è che un investitore sceglie una start up, ma che anche la start up sceglie l’investitore, il tutto basato sul feeling e l’empatia che si crea e la convinzione che traspare da chi propone l’idea.

Questa premessa per raccontare del convegno Rebound2013 che si è tenuto martedì 25 febbraio a Padova, organizzato da Confindustria Padova in collaborazione con il BAN Veneto, dal tema: “come scegliere e valutare una start up”. Al convegno sono intervenuti l’assessore Elena Donazzan e Matteo Marzotto dell’omonimo Premio Marzotto, i quali con grande entusiasmo hanno affermato come in un’Italia che regredisce, sia fondamentale dare nuova linfa e valorizzare le innovative idee di impresa perché saranno il futuro del nostro paese. Certamente però le stime parlano chiaro, chi ce la fa è uno su mille, ma le occasioni di incontro/scontro, come quella di ieri sono opportunità preziose per formare potenziali angeli e per temprare alla durezza del mercato le future start up. Infatti le sei finaliste di Rebound 2013  sono state provocate e testate sia a livello di team sia di business idea da un panel di esperti che ha avuto il compito, attraverso le proprie domande e riflessioni, di guidare il pubblico nel processo di analisi e valutazione di una start up.

Augusto Coppola, Ruggero Frezza e Francesco Nalini hanno formato una giuria severa che ha messo alla prova i finalisti; le domande più gettonate riguardavano il mantenimento del vantaggio competitivo nel lungo periodo, la comunicazione della value proposition verso il cliente, la definizione del business model e della catena distributiva ed il timing per l’internazionalizzazione.

Il concorso Rebound2013 ha avuto lo scopo di trasformare una business idea in un vero e proprio progetto di impresa, qualitativamente strutturato e quantitativamente definito. Le sei idee finaliste infatti sono state seguite ed accompagnate in un percorso di formazione imprenditoriale e consulenza personalizzata. Ciò che è importantissimo valorizzare è il cambiamento intervenuto in questi mesi sui futuri imprenditori che da ottobre 2013 ad oggi hanno maturato una maggior consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti sia sul piano personale sia sul progetto di impresa. Lo stesso Matteo Marzotto e l’assessore Donnazzan hanno sottolineato che difficilmente si può essere startupper autodidatta, o meglio, che lo si può diventare ma che prima è fondamentale colmare le proprie lacune attraverso la formazione e la consulenza che tengano in considerazione anche di punti di vista esterni al team, così da superare la miopia e l’innamoramento che certi startupper hanno della propria idea di impresa. Ed è qui che incubatori, mentor, advisor e business angel intervengono.

Il messaggio che è passato forte e chiaro è che bisogna iniziare a lavorare dai propri limiti

perché sono la nostra principale sfida quotidiana.

rebound

I ragazzi avevano tre minuti di pitch e poi sette minuti di domande serrate, un botta e risposta alla “X factor” che ha fatto percepire al pubblico, formato da potenziali investitori e da futuri startupper, quali fossero i punti da valutare positivamente e quali invece le argomentazioni poco chiare o convincenti per ciascun progetto presentato. Ad alcune domande i ragazzi hanno tentennato, ad altre risposto con convinzione, ad altre ancora si è invitata la giuria ad un approfondimento in separata sede, ma di certo non ci si è annoiati.

Questa business idea competition però si è differenziata dalle competizioni a cui ci siamo abituati con un focus sulle app o sull’ICT, Rebound ha visto protagoniste idee nate da esigenze concrete del territorio che unissero i settori tradizionali all’innovazione tecnologica:

* ZIP 1, una zappatrice automatica innovativa per le piccole medie imprese agricole abituate ancora alla zappatura manuale,

* INMAPS, una app destinata a fiere, centri commerciali e musei, che unisce la geolocalizzazione indoor al geo e direct marketing,

* NANOCOM, un nuovo metodo per fornire analisi di laboratorio veloci e precise alle imprese, con nanoparticelle customizzate per formare l’impronta digitale del prodotto,

* NEURO-REHAB, un software completo di esercizi riabilitativi destinato a pazienti e professionisti delle riabilitazione neuro-cognitiva in seguito a traumi cranici, ictus e malattie neurodegenerative,

* PROTESI POLIVALENTI, una nuova protesi modulare e polivalente per curare le lesioni ai vasi sanguigni e ai nervi periferici,

* UNIANTS, una piattaforma SaaS a supporto degli enti di formazione e dei docenti per la gestione dei contenuti e dei corsi.

Idee che spaziano a 360° e che vedono coinvolti team eterogenei dai ricercatori universitari, a software developer, a sviluppatori meccanici. Ciò che però è molto interessante è l’aver preso settori tradizionali come la fiera, l’agricoltura, la formazione, le analisi di laboratorio ed il  biomedicale è avergli dato un input innovativo e lungimirante.

Quindi che dire, non lasciateveli scappare, perché queste idee sono il nostro futuro!!!!

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