Interviste

Running Lean ed i meta principi di una startup

Qualche articolo fa abbiamo trattato il concetto di pivot e di come questa tecnica abbia portato al successo numerose startup. Pochi sanno che il termine è stato usato in questo contesto da Eric Ries, ovvero il padre fondatore della metodologia Lean Startup. Questo framework che si ispira alla metodologia Lean Toyota, nella sua essenza e principale caratteristica applica in modo iterativo il metodo scientifico per verificare e validare l’ipotesi base del prodotto di una startup.

In questo articolo voglio introdurvi Running Lean un manuale Lean Startup diventato best seller ed arrivato già alla seconda edizione.

Running Lean

Il manuale è scritto da Ash Maurya e pensato inizialmente per startup che stanno costruendo un prodotto web-based, proprio come l’autore ai suoi tempi, ma che per la sua semplicità e efficacia è poi diventato un testo di riferimento per qualsiasi tipo di startup. Curiosità: il libro che vuole illustrare la potenza e l’applicazione del metodo Lean Startup è stato scritto usando proprio i fondamenti di Lean Startup.

Ash Maurya afferma che ciò che rende una startup di successo non sia la capacità di iniziare con un buon piano A, ma la capacità di “pivottare” quante volte sia necessario per trovare un piano di successo prima di finire le risorse a disposizione. Running Lean di fatto è un approccio sistematico per iterare da un piano A ad un piano di successo.

Per una buona applicazione di qualsiasi metodologia bisogna chiaramente distinguere e separare quelli che sono i princìpi dalle tattiche proposte di tale metodologia. Di fatto nella prima parte del testo vengono definiti i meta-princìpi di Running Lean mentre nella rimanente parte viene illustrato come applicare questi princìpi con esempi e testimonianze reali.

Principio 1: Documentare il piano A
Quando nella mente di un uomo si genera un’idea si ha una chiara visione dei fatti e di un prodotto che sono frutto di assunzioni non verificate che dovrebbero essere scritte e condivise con almeno un’altra persona per avere un metro di fattibilità. Uno degli strumenti più utili per documentare un piano è il documento Business Plan che, oltre a dare una prospettiva più ampia ed approfondita ad un progetto, serve anche a facilitare la comunicazione tra gli interlocutori. Il BP però richiede un certo quantitativo di pagine da scrivere e questo porta via tempo prezioso alla validazione del prodotto. Runnin Lean propone un diagramma semplificato di una pagina unica:

lean-canvas

I punti forza di questo Lean Canvas sono 3: veloce, conciso e facilmente condivisibile.

Per chi ha già scritto un BP o preparato slides per investitori avrà notato come il diagramma è una adattamento al Business Model Canvas di Alex Osterwalder, in particolare di come il box solution è nettamente minore rispetto ai box di problema, customer e value proposition. Questo perchè, spiega l’autore riprendendo uno dei principi di Lean Startup, customers e soprattutto investors sono molto più concentrati sul problema che sulla soluzione (al momento).

Step 2: Identificare i rischi maggiori del piano

I clienti comprano il tuo prodotto quando risolvi loro un problema, investitori invece quando pensano che dietro la soluzione c’è un modello di business scalabile. Le startup sono aziende ad alto rischio e quindi il lavoro di un imprenditore è quello di ridurre il rischio sistematicamente.

Il rischio più grande di una startup è quello di realizzare un prodotto che nessuno vuole e come tale è presente costantemente nelle 3 fasi di avanzamento di un progetto:

Fase 1. Adattamento Problema/Soluzione

In questa fase ci si pone la domanda “Sto risolvendo un problema di cui ne vale la pena risolvere?”. Mentre le idee sono economiche la loro soluzione è molto più costosa. Una continua iterazione sul porsi domande di questo genere porta alla definizione di un MVP (minumum viable product).

Fase 2. Adattamento Problema/Market

In questa fase la startup si pone la domanda “Ho costruito un prodotto che la gente vuole?”. Dopo aver creato un MVP, o una serie di MVP incrementali, in questa fase si testa quando è ottima la soluzione all’ipotesi di problema. Uno degli indici più d’effetto in questa fase è la “traction”. In questo stato di avanzamento, una startup esegue cicli più o meno lunghi di “apprendimento” e “pivot”.

Fase 3. Scalabilità

Fase di accelerazione dell’azienda, scalare il business model. Tipicamente ci si pone la domanda “come accelero la crescita”? In questo punto la startup si concentra su aspetti di “crescita” ed “ottimizzazione”.

Step 3: Sistematicamente testare il priorio piano

Sperimentare, sperimentare ed ancora sperimentare, come illustrato nella schema Build-Measure-Learn seguente:

Build-Meaure-Learn

Lo schema mostra come dopo aver avuto un’idea ed un set di ipotesi si costruisce un qualsiasi artefatto (intervista, mockup, landing page, slides) che permetta un’analisi quantitativa e qualitativa che possa dimostrare o meno le proprie ipotesi.

Uno dei migliori modi per comprendere questi meta principi è quello di vederli in azione in un esempio pratico e Running Lean è un ottima risorsa.

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