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XDiscovery: la startup italiana finalista a Hello Tomorrow

Qualche articolo fa abbiamo intervistato l’ambassador italiano della competition europea  Hello Tomorrow e dopo una lunga attesa la giuria  ha selezionato, tra 2000 startuple 25 finaliste tra cui l’italiana XDiscovery.

Cosa fa XDiscovery?

La startup XDiscovery mappa la conoscenza umana: organizza le relazioni di sapere che esistono fra milioni di argomenti, rendendole accessibili e facilmente fruibili.

Mi spiego meglio: hanno creato un motore di scoperta che consente di ottenere mappe di correlazioni che contestualizzano l’argomento cercato.

Utile in tutti quei casi in cui ti chiedi: “come si chiama quella cosa che…?”: non conosci esattamente la parola dell’argomento da cercare, ma conosci l’argomento di partenza da cui vuoi scoprire. Indipendentemente dal proprio background, una persona ottiene mappe di sapere anche per argomenti sconosciuti: può quindi usare le mappe per orientarsi verso quello che più interessa.

Ad esempio, usarle per rappresentare un argomento che si vuole imparare; per curiosare attorno agli stili musicali, oppure per scoprire i segreti dei luoghi in cui si viaggia.

La loro prima applicazione accede al Motore di Scoperta per scoprire mappe di sapere su 4M+ di argomenti: Quanto tempo è stato necessario per sviluppare questo sistema?

Abbiamo impiegato più di un anno in ricerca e sviluppo, per testare il sistema su 4 domini differenti: conoscenza fattuale, culinaria, cinematografica, e proprietà intellettuale.

Senza contare il tempo impiegato per approfondire la letteratura esistente; imparare tecniche di data-mining; studio per l’esperienza utente e creazione d’interfacce che permettano di accedere a una stupefacente complessità senza essere complicate.

Com’è nata l’idea di XDiscovery?

L’idea è nata da Luigi Assom, allora in Olanda, e da Alessandro Codello, allora in Germania.

Sono luoghi in cui era nata una controriforma culturale, che si respira ancora nella modernità.

Luigi lavorava presso un’Agenzia per lo sviluppo sostenibile in Africa, Caraibi e Pacifico: l’accesso al sapere è un bisogno fondamentale di libertà e indipendenza personale; facilita la ricerca di soluzioni sostenibili per una società inclusiva, indipendentemente da credo, genere e condizione economica. Alessandro svolgeva il suo dottorato in Fisica Teorica, e aveva cominciato a rappresentarsi delle mappe concettuali degli studi svolti.

Volevamo combinare scienza e design per servire la società, per certi versi in modo simile all’illuminismo dove il sapere fu divulgato attraverso le enciclopedie; con la nostra startup vogliamo creare il medesimo spirito dando la possibilità a qualsiasi persona di mappare e rappresentare ciò che le interessa, e trasmetterla agl’altri.

Mappare il sapere è possibile grazie al contributo di centinaia di migliaia di persone, che hanno ammassato, negli archivi digitali, informazioni su quello che l’umanità ha finora conosciuto.

XDiscovery vuole restituire agli individui il progresso dell’umanità collettiva.

Luigi tu ti occupi prevalentemente del lato business, ci puoi spiegare cosa significare essere CEO di una startup?

Risolvere problemi. Senza perdere di vista il significato di ciò che fai: per gli altri e per te. Stringi-stringi, fare impresa vuol dire questo: c’è il problema, il principale, e lo vuoi risolvere.

Personalmente, ho dovuto arricchire il mio background oltre il tipo di studi fatti: allenare o sviluppare altre abilità, anche distanti dal mio percorso di studi; ciò che dipende da sé stessi, lo si può fare. La maggiore difficoltà avuta, è la gestione delle risorse umane coinvolte: ci sono dinamiche di gruppo e necessità personali eterogenee, che comportano una percezione diversa del valore del proprio tempo.

Cosa significa partecipare ad una competition di livello internazionale come Hello-Toomorow?

Essere tra le finaliste di una competizione che ha avuto più di 2000 startup da 30 Paesi dà una sensazione di responsabilità morale nel sviluppare la nostra startup. Oltre a questo hello-tomorrow è un palcoscenico unico a livello europeo che ci consente di creare una rete di contatti, un network, per imparare cose nuove in un’ottica di startup soprattutto dal confronto con altri imprenditori, quali problemi hanno dovuto risolvere, quali sono i più importanti, come li hanno risolti.

Un consiglio a chi vuole fare una startup?

La cosa più bella è vedere che quello che fai ha senso per altri; ed è anche il succo della faccenda.

Consiglio di non prendersi sul serio, e prendere sul serio quello che si fa, per quello in cui credi. Un consiglio pratico è di non trovarsi, troppo a lungo, in condizioni di asimmetria per il tempo che si apporta: sebbene il valore delle cose fatte può essere calcolato, il tempo che è stato necessario ha un comune denominatore, ed è la cosa più importante perché rappresenta la nostra vita – anche fuori della startup. Consiglio di dare priorità, eliminando ciò che non è necessario; di validare ciò che fai non appena puoi; di non lasciare che stravolgano la tua idea, ma di essere aperti al confronto per come implementarla; di vendere qualcosa non appena puoi perché ti dà da vivere, e ti dà segnali. Non permettere che la tua motivazione sia erosa da altri. Ogni tanto stacca, nel rispetto che non debbano fare altri le cose tue…

E ricordati di divertirti ed esplorare cosa ti sta attorno!

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