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Intervista a Luciano Delpozzo: CEO di Esmach SpA, “Panettiere di Giorno” Parte 1/2

Pochi giorni fa Luciano Delpozzo ci ha ospitati all’interno dell’Academy dell’azienda che dirige in qualità di CEO: si tratta di Esmach SpA, società del gruppo ALI che si occupa di realizzare macchinari per la panificazione. Uno degli elementi che rende questa azienda così interessante dal punto di vista del processo d’innovazione è il progetto EsmachLab, che si propone di reinventare un mestiere antico come quello del panettiere e restituire la libertà delle ore notturne agli artigiani del pane. Con EsmachLab, infatti, si diventa “panettieri di giorno”. Vediamo com’è andata, e cosa ci ha raccontato:

• Ci può raccontare il suo percorso professionale, e come è approdato alla Esmach?

Sono approdato in Esmach attraverso un canonico processo di recruitment all’inizio del 2010, quando il gruppo ALI cercava un AD con un profilo diverso da quello del mio predecessore. Prima avevo maturato esperienze in altre realtà in diversi ambiti industriali e di mercato, dal pipe-coating alle apparecchiature elettro-medicali, dai servizi di sterilizzazione ai forgiati ed ai giunti per costruzione, sempre in ambito internazionali. Non tutte esperienze positive, in particolare quella che mi ha visto interrompere velocemente il rapporto con l’azienda dei forgiati ed i mesi immediatamente successivi, per un’operazione conseguente ad un incidente sciistico, ad un frontale in bicicletta contro un’auto ed al contestuale crollo del mercato nel 2008! Eventi imprevisti ed improvvisi che mi hanno letteralmente forgiato, tanto quanto l’aver risieduto all’estero agli inizi del mio percorso professionale e nel nord della Cina per buona parte del 1996.

• Quali sono le caratteristiche principali che il Ceo di una PMI deve avere oggi?

La serietà, l’impegno, la costanza, il saper mantener fede agli impegni sono fattori cardine per riuscire nella gestione di un’impresa e per creare un clima di fiducia. Ma non bastano: a mio avviso, in un contesto di cambiamento repertino e continuo in cui ci troviamo, caratterizzato dalla perdita delle certezze che costituivano la zona di comfort dei nostri padri, dobbiamo sviluppare le capacità innovative, cercare l’intersezione tra ambienti ed esperienze diverse per stimolare la creatività. Forse, anche per queste che sono mie caratteristiche, sono stato scelto dal Gruppo Ali quattro anni fa. Ma la cosa più importante è aver bene in mente che sono le persone che cambiano le organizzazioni. Quindi doti di leadership sono essenziali ed aggiungerei anche di followership, perché non possiamo pensare di poter spingere tutti avanti. E poi la maggior parte delle innovazioni sono di tipo incrementale, che vengono dal gruppo.

• Qual è il motivo per fare impresa in Italia rispetto che all’estero?

L’Italia è la patria del “mestiere”, il Rinascimento è nato da noi. L’estero offre altri vantaggi, soprattutto di mercato e di tipo fiscale.

• Parliamo ora di Esmach: quando avete deciso di iniziare “EsmachLab”? Cosa o chi vi ha ispirato? Come vede EsmachLab in futuro?

EsmachLab, come idea è nata alla fine del 2010, partendo dalla possibilità di aggregare tecnologie e macchinari che avevamo e dalla determinazione di rompere il paradigma che il pane si fa solo di notte. Paradigma che sta portando molti fornai a chiudere, e purtroppo, ad oggi, siamo riusciti a far cambiare idea solo a pochi di loro. La famosa frase del rettore di Harvard «E’ meglio crearsi un lavoro che cercarne uno», ci ha aperto gli occhi e allora, nel 2011, quando ero nella fase di ristrutturazione di Esmach, abbiamo deciso di rivolgerci ai talenti disoccupati o in cerca di lavoro, a imprenditori che desiderassero differenziare od allargare la propria offerta. A tutti stiamo offrendo la prospettiva del nuovo paradigma che il pane si fa anche di giorno, e che si può lavorare sui paradossi piccoli spazi-grossi volumi, poco personale-elevati ricavi, poca esperienza-grande qualità. EsmachLab è la riscoperta del pane fatto come una volta, con lievito madre e di una pizza, al contrario della massa, di grande sapore e digeribilità. In futuro lo vedo molto bene, in quanto alternativa alle gelaterie il cui mercato, in Italia è saturo ed all’estero è in pieno sviluppo. I costi di avviamento e le marginalità, con il giusto product mix, sono gli stessi. Il lavoro è più divertente, in quanto più creativo.

Ci spieghi le principali differenze in termini di processi tra un panificio “EsmachLab” e uno di tipo tradizionale.

Innanzitutto, nel caso di EsmachLab parliamo di un modello di business: il nostro manuale di vendita parte dai plus del progetto con il relativo business plan per arrivare alla ricettazione ed ai tempi e metodi, passando per la progettazione degli spazi e la fornitura turn-key del laboratorio. In buona sostanza insegniamo come fare e come vendere il pane e la pizza con lievito madre. Con i grandi clienti parliamo di co-design di ricette, perché così abbiamo fatto con Autogrill e con altri che si sono rivolti a noi per ampliare il modello di business o il product mix. Le apparecchiature ed i flussi studiati per EsmachLab sono sostanzialmente diversi da quelli tradizionali. Il tipico panettiere lavora di notte mentre noi abbiamo inventato il Panettiere di Giorno e lo educhiamo a lavorare senza additivi e miglioratori. Il bello di EsmachLab sono la qualità e la naturalezza del prodotto, la semplicità del processo e i margini di guadagno di chi lo gestisce.

• Ritiene che EsmachLab abbia rivoluzionato il mestiere del panettiere? Quali sono i feedback da parte dei clienti? Come procede il progetto?

Abbiamo generato un grande cambiamento, non vi è alcun dubbio. Che sia rivoluzionario e che diventi un trend come lo è stato il walkman per quelli della mia generazione, diventato poi l’iPod per la tua, ce lo dirà il tempo. I feedback degli start-uppers, ovvero di chi ha lasciato la professione per diventare Panettiere di Giorno e di chi lo ha integrato nel proprio business, sembrano tutti positivi. Questo ci rende ottimisti per il futuro.

 

Nella seconda parte andremo a scoprire se EsmachLab cercherà di espandersi anche fuori dai confini nazionali e di come si sta cercando di intersecare un mestiere antico come il panettiere con l’innovazione e la tecnologia.

 

Stay Tuned!

 

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