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Do you want to startup? Lean è meglio!

Il termine startup è decisamente in voga: conferenze e tavole rotonde, articoli news e blog, bandi e concorsi; fare startup è cool, porta con sè (giustamente) un ventata di dinamicità, e può essere inteso come lubrificante che dovrebbe oliare l’ingranaggio di un motore che si è inceppato da tempo… Ma siamo sicuri che fare Startup sia effettivamente così cool? In che misura fare startup è conveniente? Siamo sicuri che Startup sia esclusivamente sinonimo di innovazione high-tech? Siamo certi le startup che innovano sono solo quelle che si tuffano sulle nuove frontiere tecnologiche-digitali?
Startup, in fondo, è una vera e propria fase del processo impenditoriale-innovativo…

È con queste due domande che si apre la mia “giornata premio” in Digital Accademia, scuola di cultura digitale e catalizzatore di imprenditorialità e innovazione di H-Farm.
Sono ospite al MADEE – Master universitario di I livello di Cà Foscari – dopo essere stato selezionato fra i partecipanti del Talent Campus per partecipare ad una giornata di formazione; il relatore della giornata, Andrea de Muri, affonda su temi attuali, ponendo domande quasi scomode, ma che aprono a considerazioni interessanti.
L’obiettivo del manager vicentino non è certo quello di scoraggiare l’esercito di startuppers o di tutti coloro che sognano di concretizzare la propria idea di impresa, bensì provare a strizzare l’occhiolino alle tesi del Lean Startup come possibile soluzione per calibrare energie e sforzi in fase di startup.

Mediocrità_Successo_Startup

Questo grafico (ripreso dall’interessante libro “O meglio o niente”, traduzione italiana di “Good to Great” di Jim Collins), ben rappresenta il monito lanciato agli startupper: i diamanti sono per sempre, le startup no! Il vero gradino da superare è rispondere a questo quesito: come passare dalla fase di crescita al successo? L’approccio Lean Startup potrebbe indicare il giusto atteggiamento da assumere per rispondere a questa domanda.

Sebbene l’entusiasmo iniziale infatti, è bene ricordare che la fase di startup è solo una fase appunto, e in quanto tale non può durare troppo a lungo, bensì deve cedere il passo ad una fase più consolidata e di più stabile presenza sul mercato; se così non fosse, sarebbe concreto ed evidente il rischio di fallimento

Diventa pertanto indispensabile spostare le energie sul NON essere startup, ossia uscire da questa fase per spostarsi nel più breve tempo possibile sul mercato e, possibilmente, verso il successo. Come comportarsi quindi?
Nell’ottica di un Lean Business Model, la programmazione e la pianificazione sono attività troppo ingessate e statiche, e perdono decisamente di importanza; adottare un approccio Lean significa piuttosto adottare un atteggiamento intraprendente, teso in primis all’individuazione di cosa piace e di cosa funziona, cercando di capire innanzitutto cosa serva per stare sul mercato! Come? Proponendo sul mercato un versione “trial” del proprio prodotto (MVP) in risposta alle esigenze del cliente (build), misurandone le reazioni (measure) e imparando dunque come riadattare la produzione (learn).

Lean_Process

È questo il “loop” alla base della metodologia Lean Startup, all’interno del quale c’è poi spazio per altri concetti chiave:
> la necessità, come si diceva sopra, di sviluppare un MVP, Minimum Viable Product, una versione minima che permetta di andare sul mercato e testare il prodotto per ricercare direttamente quello che funziona (si tratta di un concetto risonante rispetto a quello contenuto in “Pretotype It”, by Alberto Savoia): “make sure your’re building the right it before you build it right”);
> la necessità di adottare un “pivotal approach”, dove per pivot si intende il cambio di strategia quando riconosciuto e se sia reso necessario.

Per convincere anche i più scettici su questi e altri concetti, è stato molto interessante il business game proposto (snowflakes game), che ha permesso di riassumere concretamente questi e altri punti cardine del Lean Startup: è fondamentale ridurre il tempo fra la scoperta e la sperimentazione sul mercato (per superare la fase di instabilità e incertezza che accomuna le startup in quanto tali!), ma anche liberarsi della convinzione che innovare significa unicamente aggiungere nuove componenti, maggiori funzionalità, in quanto può semplicemente voler dire identificare il problema da risolvere!
Lo strumento? C’è il Lean Business Model Canvas… Ma su questo, si dovrebbe aprire un altro capitolo!

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