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Nella disciplina delle startup in Italia, quali tipologie di contratti di assunzione esistono?

giovani startup

Qualche giorno fa ci è arrivata una mail molto interessante che a nostro avviso raccoglie dubbio che aleggia sia tra gli startupper sia tra i meno addetti ai lavori che si stanno avvicinando al tema, ossia:

“Salve,

Sono un giovane laureato in economia aziendale, con master, stage e praticantato.

Mi è stato proposto un contratto di stage da parte di una start-up.

Mi chiedevo se nella disciplina delle start-up fosse prevista questa forma contrattuale, considerando che questa impresa ancora non ha fatturato.

Sapresti aiutarmi?”

La risposta che gli abbiamo fornito, capitanata da un nostro membro del team avvocato, è la seguente:

Assumiamo che nella richiesta di chiarimenti il riferimento alle start-up sia riferito alle c.d. “start-up innovative” di cui al Decreto Sviluppo bis. In tal senso, la normativa di riferimento e’ contenuta nel D.L. 179/2012 (c.d. “decreto sviluppo bis”) convertito in legge 17 dicembre 2012 n. 221.

In particolare, attraverso il suddetto intervento legislativo e’ stata introdotta una disciplina lavoristica ad hoc in materia di start-up innovative, la quale integra la normativa ordinaria con riferimento ai seguenti aspetti:

–      Credito d’imposta per l’assunzione di personale qualificato (art. 27 bis)

Alle start-up innovative e’ concesso un credito d’imposta in caso di assunzione a tempo indeterminato, o con contratto di apprendistato, di personale altamente qualificato, intendendosi tale quello in possesso di titolo di dottorato di ricerca oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attivita’ di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero.

–      Contratto di lavoro a termine (art. 28)

E’ prevista una deroga alla durata massima consentita dalla legge per i contratti di lavoro a tempo determinato. Pertanto, alle condizioni stabilite dal decreto, il limite di 36 mesi puo’ essere esteso sino a 48 mesi. Inoltre, nel corso di detto periodo, e’ ora possibile stipulare piu’ contratti di lavoro a termine senza il rispetto degli intervalli di tempo previsti dalla normativa ordinaria.

In aggiunta, le start-up innovative sono esenti dall’osservanza dei limiti quantitativi previsti dalla legislazione ordinaria in materia di utilizzo dei contratti a termine.

Ulteriore novita’ applicabile ai contratti di lavoro a termine riguarda la determinazione della retribuzione, la quale e’ rappresentata da una parte fissa e da una variabile (cfr. art. 28, comma 7).

–      Remunerazione con strumenti finanziari (art. 27)

Proprio con riferimento alla parte variabile della retribuzione, secondo le condizioni stabilite dal decreto, il reddito di lavoro derivante dall’assegnazione da parte delle start-up innovative ai propri amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi di strumenti finanziari o di ogni altro diritto o incentivo che preveda l’attribuzione di strumenti finanziari o diritti similari, non concorre alla formazione del reddito imponibile dei suddetti soggetti, tanto ai fini fiscali che contributivi.

Inoltre, secondo la disciplina del work for equity stabilita dal comma 4 dell’art. 27, le azioni, le quote e gli strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell’apporto di opere e servizi resi in favore di start-up innovative, ovvero di crediti maturati a seguito della prestazione di opere e servizi, ivi inclusi quelli professionali, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del soggetto che effettua l’apporto.

Luca de Matteis
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