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Startup e il grande potenziale delle “reti di impresa”

Nella corsa verso il successo le startup non sono necessariamente sole, ma possono decidere di unire tra loro le forze attraverso lo strumento del contratto di rete (permette di realizzare un modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza e autonomia, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi incrementando così la capacità innovativa e la competitività sul mercato).

Lo spunto per la redazione di questo breve articolo ci viene offerto da quanto emerso dal 50 Osservatorio sulle reti di impresa pubblicato nei giorni scorsi da Intesa Sanpaolo-Mediocredito Italiano.

Dai dati aggiornati al 1° ottobre 2014, risultano registrati presso le Camere di Commercio n. 1.770 contratti di rete che vedono coinvolte ben 9.129 imprese.

contratti di rete

Risulta pertanto crescente l’utilizzo di questo nuovo strumento di aggregazione tra imprese che trova la sua regolamentazione nell’art. 3 del decreto legge 10 febbraio 2009 n.5 (convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33), come successivamente modificato ed integrato.

Proprio l’art. 3 al comma 4 ter stabilisce che con il contratto di rete “piu’ imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacita’ innovativa e la propria competitivita’ sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o piu’ attivita’ rientranti nell’oggetto della propria impresa”.

Pertanto, attraverso l’adesione ad una rete, si puo’ pensare, ad esempio, ad accrescere lo sviluppo e la competitivita’ della propria impresa sul mercato domestico o estero, o esercitare un’attivita’ comune di ricerca, o ancora erogare in favore dei partecipanti alla rete servizi strumentali alle loro attivita’ o collaborare nella produzione di servizi innovativi.

Inoltre, a seconda delle esigenze delle imprese partecipanti, la rete di impresa, dotata di un fondo patrimoniale e di un organo comune, subordinatamente al rispetto dei necessari adempimenti pubblicitari, puo’ acquisire una autonoma personalita’ giuridica assumendo la c.d. forma di “rete-soggetto”. Proprio sul punto, sulla base dei dati forniti dal suddetto studio, risulta che al 1° ottobre 2014 circa 1.226 imprese in Italia abbiano deciso di far parte di una rete dotata di propria soggettivita’ giuridica.

Sono immediati i vantaggi per le imprese che decidono di entrare a far parte di una rete d’impresa. A titolo esemplificativo, vi sono certamente la condivisione delle risorse e l’acquisizione in sinergia di nuovi clienti, il maggior potere contrattuale nella negoziazione con i fornitori, la possibilita’ di accedere con maggior facilita’ al credito e l’opportunita’ di partecipare a bandi o gare di appalto.

Infine, da sottolineare come l’uso del contratto di rete sia incentivato dal riconoscimento in favore delle imprese partecipanti di alcuni specifici benefici fiscali.

Consigliamo pertanto alle imprese (specialmente con riguardo a quelle di nuova costituzione) di guardare con interesse al contratto di rete quale strumento per accrescere il proprio business, affidandosi a professionisti specializzati nella materia che possano assistere gli imprenditori sia nella fase di individuazione della forma piu’ adeguata da attribuire alla rete che nella stesura del relativo testo contrattuale.

Luca De Matteis

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