In Italia

Da startup innovative a PMI innovative, come si sta evolvendo la legge a riguardo

Con l’articolo 4 del decreto legge 24 gennaio 2015 n. 3 (Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti), in vigore dal 25 gennaio 2015 e tuttora in corso di conversione in legge, e’ stata introdotta la nuova figura dellePMI innovative“.

 

Il suddetto provvedimento estende alle “PMI innovative” alcune disposizioni del c.d. Decreto Crescita 2.0 e del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazioni finanziarie di cui al Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, la cui applicazione era in precedenza limitata alle c.d. “start-up innovative”.

In particolare, trovano applicazione in favore delle “PMI innovative”:

– L’articolo 26 del Decreto Crescita 2.0 che stabilisce alcune deroghe alla disciplina del diritto societario nonche’ la riduzione di alcuni oneri per i primi 4 anni dall’iscrizione nella sezione speciale;

– L’articolo 27 del Decreto Crescita 2.0 in materia di trattamento fiscale del reddito da lavoro derivante dall’assegnazione di strumenti finanziari o altri diritti o incentivi;

– l’articolo 30, commi 6, 7 e 8 del Decreto Crescita 2.0 che riserva a dette societa’ l’intervento gratuito del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese nonche’ la possibilita’ di essere destinatarie dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE;

– L’articolo 100-ter del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazioni finanziarie che estende a dette societa’ la disciplina del c.d. crowdfunding“, ossia della possibilita’ di raccogliere capitali tramite l’offerta attraverso portali.

Inoltre, si applica alle sole “PMI innovative” costituite da non oltre 7 anni, la disciplina di cui all’articolo 29 del Decreto Crescita 2.0 in materia di incentivi all’investimento in “start-up innovative”.

Per una defizione di “PMI innovative” il provvedimento in oggetto rimanda a quanto previsto dalla raccomandazione 2003/361/CE, la quale all’articolo 2, primo comma, del titolo 1 del testo allegato alla stessa, stabilisce che “la categoria delle microimprese delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR”.

In aggiunta alla suddetta definizione, il decreto legge 24 gennaio 2015 n. 3 richiede la sussistenza in capo alle “PMI innovative” dei seguenti requisiti:

a) residenza in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purche’ abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;

b) la certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore contabile o da una societa’ di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;

c) l’assenza di possesso di azioni quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione; e

d) l’assenza di iscrizione presso il registro speciale riservato alle “start-up innovative”.

Inoltre, le “PMI innovative” devono avere almeno due dei seguenti requisiti:

a) un volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura uguale o superiore al 3 per cento della maggiore entita’ fra costo e valore totale della produzione della “PMI innovative”;

b) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva, di personale altamente qualificato;

c) titolarita’, anche quali depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale, relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varieta’ vegetale ovvero titolarita’ dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purche’ tale privativa sia direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attivita’ di impresa.

Come sopra gia’ detto, trattandosi di un decreto legge tuttora in corso di conversione, per valutarne la reale portata occorrera’ attendere la sua definitiva conversione in legge prevista per la fine del mese di marzo.

Avvocato Luca De Matteis

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