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ScegliereSalute: intervista al CEO Giuseppe Lorusso

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ScegliereSalute è il portale web che dà voce alle esperienze degli utenti su medici e ospedali.

Questa Startup nasce con l’obiettivo di raccogliere e condividere le recensioni dei pazienti su tutti i servizi sanitari, pubblici e privati, presenti in Italia, scambiarsi informazioni utili e ricercare su tutto il territorio. In poche parole, scegliere da chi farsi curare consapevolmente, quindi sulla base del confronto tra utenti e attraverso una banca dati di medici, professionisti sanitari, strutture sanitarie centri diagnostici messi a disposizione dell’utente.

Giuseppe Lorusso, uno dei fondatori, ci spiega meglio in un’intervista come funziona ScegliereSalute.

La Sanità è un tema sempre molto delicato in Italia. Come si inserisce la vostra start up in questo contesto?

Da un lato la crescente disparità tra i legittimi bisogni dei pazienti e le risorse disponibili, dall’altro la sempre maggiore dipendenza dei sistemi sanitari dalle forze di mercato, sono tra le cause di un deficit di comunicazione nella Sanità. Iniziative come ScegliereSalute.it, progetto social nato in Puglia per premiare la qualità nel sistema sanitario, vogliono aiutare i pazienti a condividere in rete le proprie esperienze di ricovero e offrire agli utenti maggiori criteri di scelta.

Come e quando è nata questa idea? E da chi è composto il vostro team?

Alcuni anni fa mi trovavo a Milano dove studiavo economia, e ricordo di aver passato una notte insonne con un terribile mal di denti. Da studente fuorisede non sapevo assolutamente a chi rivolgermi e dove farmi curare. Avevo bisogno di un consiglio su quale dentista cercare, ma in rete c’erano solo pagine sponsorizzate e annunci a pagamento. Da allora, tornato finalmente a Gravina in Puglia, ho riflettuto su quella esperienza e ho pensato che avrei potuto raccogliere in rete il parere dei pazienti su ospedali e professionisti sanitari. Così è nata ScegliereSalute, che alcuni hanno definito come il nuovo “Tripadvisor degli ospedali”. Attualmente il nostro team è composto da 5 persone, compreso me e Angelo Marvulli, cofondatore della startup.

Quando avete iniziato a vedere i primi risultati?
Siamo online da soli due mesi, con mille accessi a dodici ore dal lancio, ventimila ad un mese, e alcune centinaia di recensioni sulle strutture ospedaliere. Abbiamo ancora molto tempo per farci conoscere e proporre questo nuovo servizio di condivisione di esperienze di cura.

Avete intenzione di proporre la vostra app al Ministero della Salute?
Il nostro servizio è stato promosso e finanziato con il contributo del Ministero per lo Sviluppo Economico ed è già scaricabile gratuitamente su Google Play e Apple Store. Stiamo concludendo un importante accordo con un’organizzazione legata al Ministero della Salute per devolvere parte dei futuri introiti che giungeranno dai profili premium di medici e professionisti, in favore di attività di ricerca scientifica e prevenzione.

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Si tratta di una app che consente ai cittadini di condividere le proprie esperienze, ma può essere interpretato anche come uno stimolo per i medici a lavorare sempre al meglio?

Esattamente. La nostra app consente agli utenti di ricevere in tempo reale informazioni che riguardino strutture ospedaliere, centri diagnostici, medici e professionisti nel campo della sanità che operano in Italia. L’obiettivo è quello di contribuire alla diffusione di buone pratiche sanitarie attraverso un canale dove gli utenti possono leggere, scrivere e condividere recensioni. Le recensioni vengono condivise con il centro sanitario interessato, per consentire un confronto aperto e aiutare gli utenti a scegliere le strutture migliori.

L’obiettivo di una informazione partecipativa da parte dei cittadini è alla base della vostra idea. Come accennavi prima, qualcuno lo ha definito “il Tripadvisor” della Sanità italiana, con le dovute differenze ovviamente?

Sì, appunto con le dovute differenze perché i pazienti non sono “turisti della salute” ma vivono uno stato di forte disagio e malessere, quindi bisogna saperli ascoltare ed essere trasparenti e decisi: pubblicheremo ogni recensione che onestamente analizzi e descriva la propria esperienza e che fornisca un suggerimento utile a migliorare il sistema. Le recensioni vengono verificate dalla nostra redazione e inviate all’ospedale in questione proprio per accertarne la veridicità. La Sanità è un ambito troppo delicato e uno strumento di partecipazione dal basso, che dia voce ai cittadini e non alle lobby farmaceutiche, credo sia un valore importante.

Qual è il punto forte di “Scegliere Salute”? Avete riscontrato alcune difficoltà nel sviluppare il progetto?

All’inizio come tutte le nuove idee, qualcuno fatica ad accettare il cambiamento. C’è un ritardo culturale che scontiamo per cui il paziente si affida ancora quasi ciecamente al parere del medico o di un parente, e ha ancora qualche remora a condividere, anche se in anonimato, un parere. Ma pian piano stanno imparando a socializzare queste esperienze perché possono essere d’aiuto a tantissime persone.

Capitolo fake. Si tratta di un’ottima idea, ma c’è sempre l’ombra di recensioni fittizie o screditanti. Avete già pensato a come impedire tutto questo?
Gli account registrati sono sottoposti ad un filtro che non consente di rilasciare oltre 5 recensioni a distanza di un periodo di tempo ravvicinato, e ogni singola attività sul portale viene costantemente monitorata. Le recensioni vengono inviate per conoscenza al reparto di riferimento per avviare uno scambio e favorire la trasparenza. L’obiettivo non vuol essere tanto la denuncia quanto il dialogo.

Come vedi “Scegliere Salute” tra qualche anno?
Crediamo che presto crescerà questa consapevolezza di dialogare in rete anche su questi temi e ScegliereSalute diventerà uno strumento sempre più accessibile agli utenti. Anche i medici, se vorranno, potranno condividere il proprio curriculum sul portale. In arrivo un accordo importante che caratterizzerà chiaramente l’impegno della nostra startup a favore della Sanità con importanti ridistribuzioni di risorse nella ricerca.

 

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