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Tip and trick del Crowdfunding e dell’Equity Crowdfunding

crowdfunding

Nel corso del Digital Meet, il quale ha coinvolto tutto il triveneto con seminari e workshop sul tema della manifattura e dell’innovazione, Start Cube – l’Incubatore Universitario di impresa di Padova – ha tenuto un evento sull’equity crowdfunding, con ospite la prima piattaforma che nel 2013 è stata accreditata dalla Consob: StarsUp.

Il tema del fund rasing nel mondo startup è molto caldo, ma non sempre il crowdfunding assolve solo questa funzione.


Siamo partiti con l’analizzare un caso di grande successo, Kickstarter. Si tratta di una piattaforma lanciata nel 2009 e dove fino ad ora 8,8 milioni di persone hanno investito l’equivalente di circa 1,6 miliardi di euro per dare vita a più di 86.000 progetti creativi di registi, musicisti, designer. Lo scorso giugno sbarca anche in Italia, ritenendo che la regolamentazione sull’equity crowdfunding avesse creato un territorio fertile anche nel nostro Paese.
I progetti che hanno ricevuto più finanziamenti su Kickstarter sono stati uno smartwatch (Pebble), un film (Veronica Mars) e la travel Jacket, di cui tutti i giornali hanno parlato per la rapidità di raccolta fondi oltre il limite del deal proposto (9 milioni di dollari in 7 ore, con un deal iniziale di raccolta per 20 mila dollari).

Le campagne di crowdfunding sono campagne POP, ovvero mirano al consenso sociale e devono essere preparate attraverso campagne social, contest online, articoli in blog di settore, e così via.
Nessun prodotto può attivare una campagna di crowdfunding efficace se prima non si fa conoscere: lo storytelling in questo caso diventa la miglior strategia.

Ci sono molti tipi di crowdfunding ed ognuno mira a uno scopo diverso.

Pensiamo alle piattaforme di reward, in cui il reward si può trasformare in un vero e proprio contratto di prevendita o ad un test sul gradimento del progetto raccogliendo feedback e profilando la futura clientela (ad esempio, Pebble).

Il crowdfunding è un fenomeno che è sempre esistito. La stessa Statua della Libertà è stata finanziata con meccanismi di crowdfunding ed anche Il Museo del Louvre, lo scorso 3 Settembre 2013, ha lanciato una Campagna di raccolta Fundraising denominata “Tous mécènes” (“Tutti mecenati”) al fine di finanziare il restauro della celebre Nike di Samotracia. L’obiettivo era quello di raccogliere un milione di euro entro il 31 Dicembre 2013 per così garantire il completamento dei lavori per Marzo 2015.

Questo ci fa capire che lo strumento potrebbe essere molto interessante anche per la raccolta di capitale di rischio, anche se con molte difficoltà.
La politica del crowdfunding sottende logiche partecipative ed inclusive; la scelta di futuri soci, invece, sottende logiche selettive e commerciali. Ed ecco che l’equity crowdfunding, essendo aperto solo a PMI e Startup innovative permette di creare anche quote senza diritti amministrativi (diritti di voto) ma solo con diritti patrimoniali e altri strumenti che limitano i danni quando il numero dei soci aumenta in modo esponenziale e ciò risulta controproducente per la governance aziendale.

StarsUp in merito al processo e agli attori in gioco (Banche, Progetti, Investitori, Incubatori…) ci spiega che le logiche di comunicazione per sviluppare interesse attorno ad un progetto di equity crowdfunding sono affini a quelle di qualunque altra campagna (servono storytelling, busienss plan, abstract di progetto…); solo che rispetto al più tradizionale angel investing, in cui chi investe è coinvolto e “discute” confrontandosi con la startup fin dalla valutazione economica del progetto e per le scelte strategiche di business planning, qui chi investe fa un atto di fede e diventa “semplicemente” socio finanziatore, attraverso un versamento di denaro a mezzo di un bonifico bancario. La vera difficoltà è creare e validare il processo che permette questa automazione del fund rasing, ma per questo esistono piattaforme accreditate come StarsUp o Siamo Soci o Unicaseed etc… i quali si stanno armando per render più semplice possibile il processo di matching.

startcube

Ma quali i pro per gli investitori?
–    La velocità e la trasparenza: tutte le operazioni sono tracciate ed automatizzate;
–    La visibilità del progetto: un progetto che ha organizzato una campagna social e che ritrova il consenso di molti investitori aumenta la propria visibilità e la portata del bacino di utenza, quindi ha una prima validazione dal mercato;
–    Un modo facile e veloce per diversificare il portafoglio investimenti: con meno complessità e poco impegno.

(Fonte: StarsUp – Alessandro Scutti presentazione 23.10.2015)
Oggi StarsUp dall’inizio dell’attività ha presentato 12 progetti ne ha finanziati 8 ed è la prima piattaforma ad essere arrivata ad un milione di raccolta, ha oltre 4000 utenti registrati e accessi da più di 100 paesi.
Questi dati in realtà ci fanno capire che il fenomeno dell’equity sta incontrando molte barriere non tanto operative e legislative, almeno per una volta, ma culturali.
L’importante è non demordere perché sia per gli startupper sia per gli investitori questo è un ottimo strumento di crescita della capacità imprenditoriale del nostro paese… vista l’evoluzione della sharing economy (da Uber a Airbnb) anche per l’equity crowdfunding ci sono previsionali di crescita molto positivi che interessano il potenziale di spesa delle singole famiglie di risparmiatori.

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