Interviste

App economy: perchè un’app è molto di più di quello che sembra

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Il 2008 è ricordato da molti come l’anno d’inizio della crisi economica che, ancora oggi, tiene l’Italia in bilico.
Nello stesso anno però, pochi ricorderanno, Steve Jobs ha dato inizio ad una rivoluzione nel digitale e nel mondo del lavoro: presentò l’App Store.
Questo fatto, da molti considerato marginale, ha creato un ecosistema basato sulle app, sul loro sviluppo e sui servizi che offrono, generando migliaia di posti di lavoro.
Matteo Sarzana, General Manager Italia di Deliveroo, spiega in modo semplice ma preciso questo mondo nel libro “App Economy”, pubblicato da Talent Garden in collaborazione con Egea, casa editrice dell’università Bocconi.

Tutto. Alla portata di tutti”. Oggi le applicazioni le usiamo un po’ per tutto: per giocare, per informarci, per muoverci, per fare acquisti. Create per risolvere un problema, la maggior parte sono gratuite, basta uno smartphone per usarle.
L’iPhone ha rivoluzionato il mercato, dove molti già possedevano un telefono che utilizzavano principalmente per chiamare. La Apple riuscì a creare un device che fosse molto di più, che ci ha permesso di svolgere centinaia di azioni in più oltre a fare una chiamata, inviare un sms o una mail.
Le app ci danno accesso a servizi che un tempo non avremmo potuto permetterci: l’esempio più calzante è Uber, che ci consente di prenotare degli autisti spendendo una cifra modesta e accessibile.
I paesi che non favoriscono lo sviluppo della app economy rallentano solo un processo di innovazione che sarà inevitabile, e creano un danno irreparabile.
Frenare questa economia significa limitare migliaia di potenziali posti di lavoro.
Altissima è la domanda per gli sviluppatori, professione che pochi anni fa non esisteva e che nei prossimi anni occuperà moltissimi giovani.
Migliaia sono le persone che trovano opportunità di lavoro utilizzando applicazioni: la app economy corre parallelamente alla “gig economy“, l’economia dei “lavoretti”. Si stima che entro il 2020 il 40% degli americani sarà costituito da tanti piccoli lavoratori indipendenti, che troveranno lavoro tramite app, sfruttate da tutti i cittadini che hanno bisogno di un aiuto.
Con le app ognuno di noi può risparmiare tempo, non solamente ottenere un servizio: Deliveroo, ad esempio, consegnandoci cibo a casa ci permette anche di non doverci recare in un ristorante per mangiare.

Questi, e molti altri concetti, vengono espressi nel libro che, in 112 pagine divise in dieci capitoli, raccoglie dati, citazioni e spunti di riflessione molto utili per ogni persona.
Per chi ancora non vive il mondo delle app economy, può comprendere cosa di bello si sta perdendo.
Per chi fruisce solo delle applicazioni, si accorgerà di tutto il mondo che ruota intorno.
Per i giovani che possono trovare una speranza nell’universo delle app, dove molto probabilmente troveranno un lavoro.
Un testo semplice e molto scorrevole da leggere, che non presuppone una conoscenza specifica ma che ci fa entrare in un mondo che fino a meno di dieci anni fa non esisteva, e che oggi è in continua espansione.

 

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