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Where’s up, il social network degli eventi più cool!

Where’s up è il social network dedicato agli eventi che consente di trovare sempre cosa fare nel tempo libero.
La ricerca può avvenire per luogo, data, tipologia e l’utente può anche creare nuovi eventi.
Ha già ricevuto il premio nella categoria “servizi per il cittadino” al concorso Mob App Awards in occasione di Smau di Padova dello scorso Aprile e ha figurato tra le start up più innovative allo Smau di Torino.
Infine è stato inserita tra le 12 finaliste del Wind Business Factor di quest’anno.

Ne parliamo con Andrea Fingolo, ideatore di questa iniziativa con già diverse esperienze alle spalle nel campo delle web agency.

Non si può dire che siate rimasti a guardare..qual’è il vostro pensiero circa il valore di queste iniziative?
Queste manifestazioni ci sono servite per avere mentorship e contatti con altre start-up. In generale sono utili per creare un ecosistema favorevole al movimento. Ciò che servirebbe maggiormente sono servizi dedicati alla singola idea d’impresa, come un maggior coinvolgimento di mentor e possibili partner.
Inoltre farebbe piacere poter attirare in questi eventi anche un pubblico di simpatizzanti delle start up che potrebbero divenire nostri follower/utilizzatori da cui ricevere preziosi feedback.

Facciamo un passo indietro..Come è nata l’idea?
I mezzi disponibili per la ricerca di eventi non ci soddisfavano. Abbiamo deciso di crearne uno.

Qual’è stato il vostro percorso fino ad ora?
Lo sviluppo del prodotto è partito a novembre 2011. La beta è partita ad aprile dell’anno scorso e a metà settembre 2012 siamo andati live definitivamente su web e mobile.
Complessivamente abbiamo raccolto 25.000 download della versione iOs e 20.000 da quella Android.
Quotidianamente realizziamo 1.000 visite solo dalle app.

La situazione del mercato?
Attualmente non c’è un leader, nemmeno all’estero. In questo spazio ci sono molti player, tra cui Youmpa e Plannify, quest’ultima però è uno strumento per pianificare il tempo libero più sul medio-lungo periodo.

In cosa vi ritenete unici?
Il nostro focus è dare risposte a chi cerca eventi, mentre gli altri servizi principalmente informano sui locali. Puntiamo sull’immediatezza: la ricerca degli eventi avviene in mobilità.

E’ stato difficile formare il team? Come son divise le mansioni?
Il nucleo iniziale contava oltre al sottoscritto tre elementi: Theo, Alberto, Francesco. Theo, ingegnere aerospaziale, si occupa del business development, Alberto funge da responsabile PR e Francesco si è occupato della grafica finchè non ha dovuto abbondonarci per motivi di lavoro.
Nicola, ing. infomratico era il tassello che ci mancava inizialmente: si occupa dello sviluppo e segue il lavoro dei collaboratori esterni.
Successivamente si è aggregato Filippo, software analyst e developer esterno.

In Start up Genome Report la pratica dell’ outsourcing viene sconsigliata, specie in early stage. Gli autori del report hanno individuato in questa usanza una delle cause del Premature Scaling.
Dal momento che in tale fase tutte le dimensioni (prodotto, consumatori, business model, aspetti finanziari e team) cambiano di frequente, l’outsourcing complica il coordinamento dei lavori quando si tratta di rimanere aggiornati sui feedback continui che una start up riceve.

Nel nostro caso la scelta è quasi obbligata, dato che operiamo in bootstrapping e che non tutti possiamo dedicarci full time all’idea. Abbiamo considerato più importante l’esigenza di progredire nello sviluppo.
D’altro canto è vero che ciò può portare confusione specie se si hanno punti di vista diversi e si lavora a distanza.

Quali saranno le prime fonti di ricavo?
I ricavi proveranno dagli organizzatori degli eventi, in cambio della visibilità creata e dei servizi premium (posizionamento targettizzato tra i primi risultati della lista, creazione delle promozioni legate ai propri eventi, monitoring dei dati di accesso e dei check in di partecipazione).
Entro un paio di settimane contiamo di mettere in vetrina gli eventi in maniera geolocalizzata.
Questa è la via che intraprendono un pò tutti.
A breve intendiamo implementare pure le promozioni in occasione degli eventi come ingressi gratuiti-scontati, consumazioni per chi eseguirà il check in.
Pensiamo pure al pay-per-pack (ovvero ricevere un pagamento in base a quanti clienti abbiamo portato all’evento).

Cercate un finanziamento..cosa vi ha ostacolato fino ad ora? Quali sono i limiti che vi imputano…
Interessamenti da parte di diversi soggetti ce ne sono stati ma la carenza di metriche affidabili del business model ci aveva pregiudicato alcuni accordi. Nel nostro caso sarebbero i potenziali user, il numero di organizzatori di eventi e la spesa media annuale preventivata per ciascuno.

C’è stato qualche cambio di strategia dagli inizi?
Direi che non si è verificato alcun pivot significativo, ma nel tempo è emersa l’idea di offrire delle promozioni agli utenti. Non vogliamo essere solamente un trova eventi, ma rivoluzionare il tempo libero delle persone!

Novità in arrivo?
Una novità degli ultimi giorni è il lancio del nostro widget. E’ uno strumento gratuito, diretto inizialmente ai siti web di promozione turistica e amministrazione pubblica per comunicare gli eventi presenti sul territorio. Tale azione dovrebbe assicurarci ulteriore popolarità.

Quindi ragazzi d’ora in poi niente più scuse: se non sapete cosa fare la sera Where’s up avrà la risposta per voi!

 

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